Sono tornata dal corso di Point de Gaze. Esperienza bella, bellissima. Ottima la qualità dell'insegnamento. Non si trattava di un corso per principianti, e l'insegnante, Catherine Barley, era assolutamente all'altezza, con la sua esperienza, ma anche con tanta cordialità e molto charme.
Il corso era organizzato dalla Lace Guild, la sede è stata cambiata rispetto all'inizio delle prenotazioni (ma è rimasta nelle vicinanze). Si trattava di uno spazio a Greenham Park, adibito anche a mostre ed altri eventi.
Oltre al nostro gruppo impegnato nel merletto ad ago, c'erano diversi corsi di tombolo, sempre di livello molto avanzato.
Ecco la sala dei lavori:
E questo il nostro gruppo di merletto ad ago:
In cinque facevamo Point de Gaze, tre merletto ad ago di base (molto belli i disegni) e due stumpwork; l'insegnante era una sola, che riusciva a distribuirsi perfettamente tra le allieve, che seguiva con cura e sollecitudine.
Ecco l mani della maestra al lavoro:
Come si può vedere, lei lavora (e insegna a lavorare) da sinistra a destra, ma con l'ago puntato all'infuori. Nei primi minuti ho pensato che non sari mai riuscita a lavorare in questo modo, poi mi sono abituata, alla fne mi veniva naturale.
Ho imparato moltissimo. Soprattutto mi sono resa conto di quante cose devo ancora imparare, perfezionare con la pratica. Tantissime.
Ecco il lavoro che ho fatto:
Mi resta molto spazio per fare pratica!
Sono particolarmente orgogliosa di questi petalini, che andranno poi cuciti sovrapposti al centro del fiore:
Devo ancora finire il cordonetto intorno, ma il bello sono le dimensioni: la larghezza massima è di due centimetri!
Questo è il campioncino che ho fatto l'ultimo giorno:
Una delle cose più difficili in questo merletto è la rete di fondo, che dev'essere fatta con filo molto sottile, e possibilmente regolare. Per allenarci abbiamo usato questo campioncino; la rete è lavorata in diagonale, partendo dall'angolo in basso a destra. Non si può dire che sia regolarissima, ma mi sembra che non sia tanto male, tutto sommato.
domenica 10 aprile 2011
domenica 3 aprile 2011
Point de Gaze: aggiornamenti.
Ci siamo. Sto per partire per Londra, per seguire il corso di Point de Gaze!
Come sempre, ho l'impressione di dover fare ancora tante cose, vorrei aver letto meglio il libro di Catherine Barley per arrivare già preparata, per esempio.
Intanto ho fatto i compiti.
Si trattava di contornare tutto il disegno col doppio filo (come ho spiegato nel tutorial).
La difficoltà stava nel fatto che il disegno è innegabilmente piccolo, e non bisognava tagliare il filo, ma seguire i contorni irregolari con delle andate/ritorni di un unico filo.
Questo è il disegno iniziale, opportunamente ricoperto dall'apposito film adesivo azzurro non lucido. Devo dare atto alle merlettaie inglesi che questo film è veramente ottimo, aderisce benissimo, e fa scorrere bene l'ago.
Ho iniziato dalla parte più facile, la cornice esterna con i festoni
Ed ecco il risultato finale. Ho fotografato le forbici da ricamo per dare un'idea delle dimensioni.
Ora speriamo che almeno il contorno vada bene, e vediamo come fare per riempire questi minuscoli spazi.
Come sempre, ho l'impressione di dover fare ancora tante cose, vorrei aver letto meglio il libro di Catherine Barley per arrivare già preparata, per esempio.
Intanto ho fatto i compiti.
Si trattava di contornare tutto il disegno col doppio filo (come ho spiegato nel tutorial).
La difficoltà stava nel fatto che il disegno è innegabilmente piccolo, e non bisognava tagliare il filo, ma seguire i contorni irregolari con delle andate/ritorni di un unico filo.
Questo è il disegno iniziale, opportunamente ricoperto dall'apposito film adesivo azzurro non lucido. Devo dare atto alle merlettaie inglesi che questo film è veramente ottimo, aderisce benissimo, e fa scorrere bene l'ago.
Ho iniziato dalla parte più facile, la cornice esterna con i festoni
Ed ecco il risultato finale. Ho fotografato le forbici da ricamo per dare un'idea delle dimensioni.
Ora speriamo che almeno il contorno vada bene, e vediamo come fare per riempire questi minuscoli spazi.
lunedì 28 marzo 2011
Premio!
Negli ultimi tempi ho visto in molti blog dei "premi" assegnati da blog amici; spesso sono interessanti, perchè, attraverso le segnalazioni, si scoprono blog sconosciuti, spesso interessanti.
Qualche giorno fa ho avuto la gradta sorpresa di ricevere questo premio da http://italian-needlework.blogspot.com/ , il prestigioso e interessantissimo blog della mia amica Jeanine.
A questo punto dovrei rispondere ad alcune domande e citare a mia volta cinqua blog.
Gorgeous Blogger Award questions:
When did you start your blog?
Ho iniziato questo blog da poco, nel luglio 2010
What do you write about?
Come dice il titolo, scrivo prevalentemente di merletto ad ago, finora ho fatto poche eccezioni.
What makes this special?
Non conosco altri blog in italiano che parlino di merletto ad ago (mi piacerebbe avere molte smentite) e anche in inglese e francese non c'è molto. probabilmente è un argomento che interessa poco.
What made you start writing?
Ho iniziato e continuo a scrivere soprattutto per me. Nel corso degli anni ho letto molto sul merletto ad ago, ho imparato da insegnanti, fatto esperimenti, cercato il modo migliore per fare le cose; questo blog mi serve per organizzare tutte queste idee che finora navigavano senza meta nel mio cervello. Mi piace pensare che altri possano prendere degli spunti per ulterori ricerche, divertirsi a provare a fare merletti, o semplicemente guardare e leggere qualcosa di gradevole
What would you change in your blog?
Vorrei migliorare la qualità delle fotografie, le faccio spesso in fretta, con condizioni di luce non ottimali.
E ora la parte più difficile: a chi passo questo premio?
http://maria-bissacco.blogspot.com/
http://lagriccia.blogspot.com/
http://rossiele.blogspot.com/
http://verom.canalblog.com/
http://www.feelingstitchy.com/
E' stata una scelta durissima, buona parte dei blog citati non sa che esisto, quindi la catena si fermerà, ma sono belli e interessanti, mi sembrava giusto farli conoscere
Qualche giorno fa ho avuto la gradta sorpresa di ricevere questo premio da http://italian-needlework.blogspot.com/ , il prestigioso e interessantissimo blog della mia amica Jeanine.
A questo punto dovrei rispondere ad alcune domande e citare a mia volta cinqua blog.
Gorgeous Blogger Award questions:
When did you start your blog?
Ho iniziato questo blog da poco, nel luglio 2010
What do you write about?
Come dice il titolo, scrivo prevalentemente di merletto ad ago, finora ho fatto poche eccezioni.
What makes this special?
Non conosco altri blog in italiano che parlino di merletto ad ago (mi piacerebbe avere molte smentite) e anche in inglese e francese non c'è molto. probabilmente è un argomento che interessa poco.
What made you start writing?
Ho iniziato e continuo a scrivere soprattutto per me. Nel corso degli anni ho letto molto sul merletto ad ago, ho imparato da insegnanti, fatto esperimenti, cercato il modo migliore per fare le cose; questo blog mi serve per organizzare tutte queste idee che finora navigavano senza meta nel mio cervello. Mi piace pensare che altri possano prendere degli spunti per ulterori ricerche, divertirsi a provare a fare merletti, o semplicemente guardare e leggere qualcosa di gradevole
What would you change in your blog?
Vorrei migliorare la qualità delle fotografie, le faccio spesso in fretta, con condizioni di luce non ottimali.
E ora la parte più difficile: a chi passo questo premio?
http://maria-bissacco.blogspot.com/
http://lagriccia.blogspot.com/
http://rossiele.blogspot.com/
http://verom.canalblog.com/
http://www.feelingstitchy.com/
E' stata una scelta durissima, buona parte dei blog citati non sa che esisto, quindi la catena si fermerà, ma sono belli e interessanti, mi sembrava giusto farli conoscere
lunedì 14 marzo 2011
Point de Gaze
All'inizio di aprile andrò in Inghilterra, a Newbury, vicino a Londra, per seguire un corso di Point de Gaze, tenuto da Catherine Barley.
Mi rendo conto che si tratta di una pazzia: non potrò chiacchierare con le altre allieve perchè capirò poco la loro lingua, e temo di non essere a un livello adeguato per fare bene questo merletto così raffinato.
Questa mia convinzione si è rafforzata quando ho visto le dimensioni del lavoro che dovremmo fare in tre giorni: 7 cm X 4 (più festoni di finitura). Dentro c'è una rosa, con foglie e decorazioni varie. Mi chiedo se riuscirò almeno a vedere i fili.
Per il momento devo tracciare i contorni, in modo da avere la base già pronta all'arrivo. Io ci provo, pubblicherò gli aggiornamenti sulla progressione del lavoro
Ma cos'è questo Point de Gaze? Per avere un'idea della versione moderna, vi rimando QUI, al post su Catherine Barley, appunto.
Questo tipo di merleto è tipico delle Fiandre, nasce a Bruxelles, poi si espande nelle città vicine, in particolare a Gand (Gent). Si inizia a produrre dopo la Rivoluzione Francese, sull'esempio dei merletti di Alençon e Argentan, dapprima con fondo a barrette (brides), poi su fondo tutto lavorato con filo molto sottile, tipo tulle (Gaze).
Ecco nato il point de Gaze, che poi evolve in modo autonomo assumendo le caratteristiche che lo contraddistinguono.
I disegni sono floreali, molte rose, peonie, altri fiori, solo in parte stilizzati, spesso accompagnati da farfalle, e ramages vari, il tutto legato da una retina molto sottile, eseguita in giri di andata e ritorno in punto festone ritorto.
Molto spesso le ali delle farfalle o alcuni petali dei fiori sono in rilievo, lavorati a parte ed applicati al merletto in un secondo tempo; questi elementi in rilievo sono peculiari del Point de Gaze.
Altre caratteristiche tecniche sono:
- all'interno dei fiori, ci sono parti molto traforate, eseguite con la stessa tecnica della rete di fondo, ma con filo più grande
- disegni ornamentali soprattutto all'interno dei fiori (cerchi, roselline, linee continue) che sono in parte derivati dalle "modes" dei merletti francesi
- il contorno, che si chiama "Cordonnet" è fatto con un filo decisamente più grosso, che viene ricoperto solo parzialmente a punto festone, con punti distanziati, che servono solo per tenerlo a posto.
In un periodo successivo, per velocizzare il lavoro, solo gli elementi decorative venivano eseguiti ad ago, erano applicati su un fondo fatto a fuselli (più rapido) o addirittura su un tulle meccanico.
Ecco un esempio di decorazione eseguita per un ventaglio prima dell'applicazione sul fondo:
Mi pare, tra l'altro, che il contorno esterno sia eseguito a tombolo, se vedo bene.
Mi rendo conto che si tratta di una pazzia: non potrò chiacchierare con le altre allieve perchè capirò poco la loro lingua, e temo di non essere a un livello adeguato per fare bene questo merletto così raffinato.
Questa mia convinzione si è rafforzata quando ho visto le dimensioni del lavoro che dovremmo fare in tre giorni: 7 cm X 4 (più festoni di finitura). Dentro c'è una rosa, con foglie e decorazioni varie. Mi chiedo se riuscirò almeno a vedere i fili.
Per il momento devo tracciare i contorni, in modo da avere la base già pronta all'arrivo. Io ci provo, pubblicherò gli aggiornamenti sulla progressione del lavoro
Ma cos'è questo Point de Gaze? Per avere un'idea della versione moderna, vi rimando QUI, al post su Catherine Barley, appunto.
Questo tipo di merleto è tipico delle Fiandre, nasce a Bruxelles, poi si espande nelle città vicine, in particolare a Gand (Gent). Si inizia a produrre dopo la Rivoluzione Francese, sull'esempio dei merletti di Alençon e Argentan, dapprima con fondo a barrette (brides), poi su fondo tutto lavorato con filo molto sottile, tipo tulle (Gaze).
Ecco nato il point de Gaze, che poi evolve in modo autonomo assumendo le caratteristiche che lo contraddistinguono.
I disegni sono floreali, molte rose, peonie, altri fiori, solo in parte stilizzati, spesso accompagnati da farfalle, e ramages vari, il tutto legato da una retina molto sottile, eseguita in giri di andata e ritorno in punto festone ritorto.
![]() |
| Quello che io chiamo punto festone ritorto |
Molto spesso le ali delle farfalle o alcuni petali dei fiori sono in rilievo, lavorati a parte ed applicati al merletto in un secondo tempo; questi elementi in rilievo sono peculiari del Point de Gaze.
Altre caratteristiche tecniche sono:
- all'interno dei fiori, ci sono parti molto traforate, eseguite con la stessa tecnica della rete di fondo, ma con filo più grande
- disegni ornamentali soprattutto all'interno dei fiori (cerchi, roselline, linee continue) che sono in parte derivati dalle "modes" dei merletti francesi
- il contorno, che si chiama "Cordonnet" è fatto con un filo decisamente più grosso, che viene ricoperto solo parzialmente a punto festone, con punti distanziati, che servono solo per tenerlo a posto.
In un periodo successivo, per velocizzare il lavoro, solo gli elementi decorative venivano eseguiti ad ago, erano applicati su un fondo fatto a fuselli (più rapido) o addirittura su un tulle meccanico.
Ecco un esempio di decorazione eseguita per un ventaglio prima dell'applicazione sul fondo:
Mi pare, tra l'altro, che il contorno esterno sia eseguito a tombolo, se vedo bene.
lunedì 7 marzo 2011
Ciabattine marocchine
Dal Marocco mi hanno portato un paio di ciabatte, queste:
Niente di eccezionale, non mi sembrano neppure le famose babouches tipiche, forse sono addirittura fabbricate in Cina, chissà.
Carine, però, e comode.
Sembra che non c'entrino per niente col merletto, vero?
Invece c'è un nesso: i motivi circolari sono lavorati in rafia con una tecnica che potrebbe ricordare (da lontano!) l'Hedebo.
Come si può vedere dalla foto, il buco tondo intagliato nel cuoio è dapprima bordato con punti festone lavorati in gruppi di tre, poi sono lavorati due giri sempre a punto festone incorporando un filato più grande, infine la parte centrale è riempita con punti festone doppi (eseguiti ripassando una volta nell'anello del punto festone, prima di tirare il filo). Non so come si chiami tecnicamente questo punto, ma è quello che nel merletto veneziano si chiama Sacolà.
Mi piace molto l'idea di questo punto traforato in versione colorata e tecnicamente nuova per me, così ho provato a riprodurlo sul lino.
Ho tracciato un cerchio e l'ho tagliato a spicchi.
Qui ho fatto unerrore, avrei dovuto, prima di tagliare, fare un'imbastitura lungo la circonferenza, ma l'ho dimenticato e l'ho fatta dopo.
Ho bordato il cerchio con punti festone lavorati a gruppi, ripiegando gli spicchi del tessuto centrale sul rovescio, poi ho fatto un primo giro di punto festone, imbottito con un grosso filo di cotone. Per mantenere la forma del cerchio ho dovuto saltare ogni tanto un punto, come se lavorassi all'uncinetto.
Sono andata avanti con un secondo giro imbottito con filo grosso, cambiando colore.
Infine ho cominciato i cerchi con il punto festone avvolto, e questi li ho sempre eseguiti a punti alterni, in modo da mantenere il lavoro piatto.
Alla fine ho fissato il filo sul rovescio con un punto festone, l'ho passato dentro a qualche punto e l'ho tagliato.
Ecco l'effetto finale:
Nonostante le numerose imperfezioni tecniche mi sembra abbastanza carino, potrebbe essere un'idea buona per decorare una tendina, per esempio. Tra l'altro si tratta di un lavoro abbastanza rapido.
Niente di eccezionale, non mi sembrano neppure le famose babouches tipiche, forse sono addirittura fabbricate in Cina, chissà.
Carine, però, e comode.
Sembra che non c'entrino per niente col merletto, vero?
Invece c'è un nesso: i motivi circolari sono lavorati in rafia con una tecnica che potrebbe ricordare (da lontano!) l'Hedebo.
Come si può vedere dalla foto, il buco tondo intagliato nel cuoio è dapprima bordato con punti festone lavorati in gruppi di tre, poi sono lavorati due giri sempre a punto festone incorporando un filato più grande, infine la parte centrale è riempita con punti festone doppi (eseguiti ripassando una volta nell'anello del punto festone, prima di tirare il filo). Non so come si chiami tecnicamente questo punto, ma è quello che nel merletto veneziano si chiama Sacolà.
Mi piace molto l'idea di questo punto traforato in versione colorata e tecnicamente nuova per me, così ho provato a riprodurlo sul lino.
Ho tracciato un cerchio e l'ho tagliato a spicchi.
Qui ho fatto unerrore, avrei dovuto, prima di tagliare, fare un'imbastitura lungo la circonferenza, ma l'ho dimenticato e l'ho fatta dopo.
Ho bordato il cerchio con punti festone lavorati a gruppi, ripiegando gli spicchi del tessuto centrale sul rovescio, poi ho fatto un primo giro di punto festone, imbottito con un grosso filo di cotone. Per mantenere la forma del cerchio ho dovuto saltare ogni tanto un punto, come se lavorassi all'uncinetto.
Sono andata avanti con un secondo giro imbottito con filo grosso, cambiando colore.
Infine ho cominciato i cerchi con il punto festone avvolto, e questi li ho sempre eseguiti a punti alterni, in modo da mantenere il lavoro piatto.
Alla fine ho fissato il filo sul rovescio con un punto festone, l'ho passato dentro a qualche punto e l'ho tagliato.
Ecco l'effetto finale:
Nonostante le numerose imperfezioni tecniche mi sembra abbastanza carino, potrebbe essere un'idea buona per decorare una tendina, per esempio. Tra l'altro si tratta di un lavoro abbastanza rapido.
lunedì 28 febbraio 2011
Questione di fili
| La mia scatola di fili speciali (di solito non sono così in disordine!) |
Temo che il titolo di questo post denuci inequivocabilmente la mia età. Pazienza, l'assonanza con la vecchia canzone di Cocciante è stata automatica.
Il commento che Stefania ha lasciato in questo post mi ha stimolata ad approfondire la questione tra il tipo di filo e il verso in cui si lavora (da sinistra a destra o da destra a sinistra).
So da tempo che il filo da ricamo, e anche da tombolo e da merletto, è composto da due (qualche volta tre) fili, ritorti più o meno strettamente. La torsione può essere di due tipi: a S (in senso orario) o a Z (in senso antiorario). Se si prende un filo e si esamina da vicino, si nota che le lineette diagonali di torsione possono andare così: \, cioè come la parte media della lettera S, o così: /, cioè come la parte media della lettera Z.
Ho fatto una classificazione dei miei fili in base al tipo di torsione:
Torsione a S: Moulinè, Perlè, Filo per tombolo di Cantù, filo da ricamo.
Torsione a Z: Cordonetto, seta reale.
La mia teoria, tutta da verificare, era che, in base al tipo di torsione, ci fossero dei fili più adatti ad essere lavorati da sinistra a destra e altri da destra a sinistra. Per esempio: ci sarà un motivo per cui nell'aemilia ars, che si lavora da sinistra a destra, si usa il cordonetto, mentre nel merletto di Burano, che si lavora da destra a sinistra, si usa il Cantù? Se si guarda la classificazione, in effetti si vede che questi due tipi di fili hanno una torsione diversa.
Nei giorni scorsi, proprio mentre cercavo di raccapezzarmi su questa questione, Mary Corbet, nel suo splendido, mai abbastanza lodato blog Needle'n thread , ha scritto dei post su questo argomento: punto vapore , punto festone e punto erba .
Lei sostiene che i fili con torsione a S danno un lavoro migliore se lavorati da sinistra a destra, quelli con torsione a Z da destra a sinistra. E qui mi perdo, perchè è esattamente il contrario di quello che si fa nei merletti italiani.
Mi è servito molto il post sul punto vapore. Suppongo che valga anche per i pippiolini: con il cordonetto in effetti vengono bene se lavorati in senso antiorario (torsione a Z), mentre col Perlè e il filo da ricamo vengono meglio in senso orario; non avevo mai capito il motivo, ora lo so.
Torniamo ai nostri merletti. A questo punto, per schiarirmi le idee, ho fatto un esperimento. Ecco la foto:
Un po' si vede che ho una mentalità scientifica, vero?
Parte in alto: lavorata con un Perlè molto ritorto, n°12; torsione a S.
Parte in basso: cordonetto n°50 (non ho trovato due fili di spessore uguale); torsione a Z.
Le prime tre righe di ogni campioncino sono lavorate da sinistra a destra, le ultime tre da destra a sinistra; tutto punto festone imbottito.
L'effetto è indubbiamente diverso, anche parecchio, in base al verso di lavorazione. Però non saprei dire quale sia il migliore. Forse in effetti i più regolari sono la prima parte in alto e l'ultima in basso, cosa che darebbe ragione a Mary Corbet.
Qualcuno può dare la sua opinione?
Un altro discorso è quello sollevato da Stefania: il filo che si arrotola su sé stesso, annodandosi e richiedendo delle correzioni continue, oppure che perde in fretta la torsione.
La teoria sarebbe questa: il filo con torsione a S, se lavorato da sinistra a destra accentua la torsione e tende ad annodarsi, se si lavora da destra a sinistra perde la torsione (ecco l'esperienza di Stefania con il Perlè, che ha in effetti una torsione a S). Il contrario avviene con il filo con torsione a Z.
Io trovo che nel merletto ad ago questo problema sia meno grave che nel ricamo perchè, tranne che nelle parti molto "piene" o nei contorni, il filo subisce meno attrito.
Come potete vedere, resta aperta la questione sul motivo per cui alcuni pizzi si lavorano da destra a sinistra e altri in senso contrario. Forse la torsione del filo non c'entra per nulla e tutto risale a ragioni ambientali, culturali, tradizioni?
lunedì 21 febbraio 2011
Tutorial: tecnica del merletto ad ago parte sesta: Cordonatura di contorno e rimozione dalla carta
Et voilà! Ora finiamo veramente il nostro primo quadrato di merletto!
Nel post precedente avevamo ultimato i punti di riempimento. Ora dobbiamo rifinire il contorno. in certi casi si lscia senza rifinitura, per esempio in alcuni particolari dell'Aemilia ars, ma di solito si rifinisce con un punto festone regolare, più o meno imbottito. Questa operazione si chiama cordonatura.
Iniziamo dall'angolo inferiore sinistro. Si può procedere sia da sinistra a destra che da destra a sinistra, come si preferisce.
In questo campioncino facciamo un'imbottitura minima, solo con due fili "volanti" e procediamo esattamente come per il punto festone dell'intaglio. Se si vuole dare più rilievo al contorno si possono usare più fili di imbottitura. Se si vogliono sare per esempio 4 fili, conviene fare un'imbastitura doppia (in andata e ritorno) sul contorno (anche qui come nell'intaglio). Si passa ancora un altro filo con un sopraggitto su questa imbastitura, poi si procede con i due fili volanti come spiego più avanti. I fili volanti rendono uniforme il contorno e possono sistemare eventiuali irregolarità; sistemati opportunamente aiutano a dare una bella forma agli angoli e alle parti rotonde. Non ho mai provato a fare il festone senza imbottitura, ma secondo me non viene bene, perchè sotto ai punti traspaiono le irregolarità del contorno.
Dicevamo: nei pressi dell'angolo (un pochino dopo, così è più facile chiudere) si appoggia un filo di imbottitura, si appoggia la coda del filo che si usa per il festone, in modo da fermarla, e si inizia:
Ecco (in alto) i primi punti; a sinistra si vede la codina del filo di imbottitura che, una volta ben fissato, tireremo (dolcemente!) verso destra, in modo da farla sparire sotto i punti.
Ora abbiamo ricoperto tutta la codina del filo del punto festone, che ci serviva da secondo filo di imbottitura; ne aggiungiamo quindi un altro, che appoggiamo sul lavoro lasciando la solita codina a destra.
Si fissa col festone, prendendo i due fili di imbottitura
E si procede; ora troviamo la codina del filo di imbottitura che sporge, ormai ben fissata dai punti festone
La possiamo tirare dolcemente, in modo da farla sparire. Si potrebbe anche tagliare, ma probabilmente resterebbero dei piccoli residui che possono essere visibili, in questo modo il lavoro rimane liscio.
Arriviamo all'angolo, dove lavoriamo alcni punti festone puntando nello stesso buchino, spostando sul lato verticale i fili volanti, che si chiamano Fili guida proprio perchè aiutano a dare forma al lavoro.
Continuiamo sul lato verticale. Come vedete, i punti devono essere spaziati in modo regolare, non troppo vicini, altrimenti il contorno diventa ondulato, una volta staccato dalla carta, e non troppo spaziati altrimenti traspaiono i fili-guida. Si procede come se si facesse un contorno a maglia bassa, all'uncinetto, per capirci.
Continuando sul contorno, arriviamo al secondo lato verticale, e ora bisogna cambiare il filo. Si procede sempre come nell'intaglio.
Quando c'è ancora filo per fare alcuni punti, si taglia uno dei fili di imbottitura (non sempre è necessario, ma questi fili sono grossi, l'imbottitura con tre sarebbe troppo "cicciona") e si appoggia il filo della nuova gugliata come se fosse un filo di imbottitura. Si fissa con alcuni punti festone, e si tira in modo da far sparire la codina di sinistra:
A questo punto si sfila il filo dall'ago (questo diventerà il secondo filo di imbottitura) e si infila l'ago con la gugliata nuova che abbiamo appena fermato. Si infila l'ago dal rovescio al diritto nella costina orizzontale dell'ultimo punto festone:
Si tira il filo, e si può ripartire con il punto festone:
Il cambio di filo è appena percettibile, possiamo finire il contorno.
Arrivati in prossimità dell'inizio del lavoro, cominciamo a tagliare uno dei due fili di imbottitura
Poi chiudiamo il lavoro entrando dl rovescio al diritto nella costina del primo punto
A questo punto il nostro quadratino è proprio finito, non ci resta che staccarlo dalla carta.
Giriamo il lavoro sul retro e tagliamo un po' di punti di imbastitura
Poi dividiamo i due foglietti di cartoncino e tagliamo i fili al loro interno, operazione molto più veloce che farlo sul retro, utile soprattutto per grandi lavori
Una volta tagliati tutti i fili, possiamo delicatamente staccare il merletto dalla carta. Ecco cosa otteniamo:
Questo è il rovescio. Un po' di peli superflui, vero? Ci vuole la pinzetta!
Con una pinzetta da sopracciglia, togliamo tutti i fili rimasti.
Ora il nostro merletto è proprio finito!
Ecco, un po' in ritardo, il PDF di quest'ultima parte di tutorial.
Nel post precedente avevamo ultimato i punti di riempimento. Ora dobbiamo rifinire il contorno. in certi casi si lscia senza rifinitura, per esempio in alcuni particolari dell'Aemilia ars, ma di solito si rifinisce con un punto festone regolare, più o meno imbottito. Questa operazione si chiama cordonatura.
Iniziamo dall'angolo inferiore sinistro. Si può procedere sia da sinistra a destra che da destra a sinistra, come si preferisce.
In questo campioncino facciamo un'imbottitura minima, solo con due fili "volanti" e procediamo esattamente come per il punto festone dell'intaglio. Se si vuole dare più rilievo al contorno si possono usare più fili di imbottitura. Se si vogliono sare per esempio 4 fili, conviene fare un'imbastitura doppia (in andata e ritorno) sul contorno (anche qui come nell'intaglio). Si passa ancora un altro filo con un sopraggitto su questa imbastitura, poi si procede con i due fili volanti come spiego più avanti. I fili volanti rendono uniforme il contorno e possono sistemare eventiuali irregolarità; sistemati opportunamente aiutano a dare una bella forma agli angoli e alle parti rotonde. Non ho mai provato a fare il festone senza imbottitura, ma secondo me non viene bene, perchè sotto ai punti traspaiono le irregolarità del contorno.
Dicevamo: nei pressi dell'angolo (un pochino dopo, così è più facile chiudere) si appoggia un filo di imbottitura, si appoggia la coda del filo che si usa per il festone, in modo da fermarla, e si inizia:
Ecco (in alto) i primi punti; a sinistra si vede la codina del filo di imbottitura che, una volta ben fissato, tireremo (dolcemente!) verso destra, in modo da farla sparire sotto i punti.
Ora abbiamo ricoperto tutta la codina del filo del punto festone, che ci serviva da secondo filo di imbottitura; ne aggiungiamo quindi un altro, che appoggiamo sul lavoro lasciando la solita codina a destra.
Si fissa col festone, prendendo i due fili di imbottitura
E si procede; ora troviamo la codina del filo di imbottitura che sporge, ormai ben fissata dai punti festone
La possiamo tirare dolcemente, in modo da farla sparire. Si potrebbe anche tagliare, ma probabilmente resterebbero dei piccoli residui che possono essere visibili, in questo modo il lavoro rimane liscio.
Arriviamo all'angolo, dove lavoriamo alcni punti festone puntando nello stesso buchino, spostando sul lato verticale i fili volanti, che si chiamano Fili guida proprio perchè aiutano a dare forma al lavoro.
Continuiamo sul lato verticale. Come vedete, i punti devono essere spaziati in modo regolare, non troppo vicini, altrimenti il contorno diventa ondulato, una volta staccato dalla carta, e non troppo spaziati altrimenti traspaiono i fili-guida. Si procede come se si facesse un contorno a maglia bassa, all'uncinetto, per capirci.
Continuando sul contorno, arriviamo al secondo lato verticale, e ora bisogna cambiare il filo. Si procede sempre come nell'intaglio.
Quando c'è ancora filo per fare alcuni punti, si taglia uno dei fili di imbottitura (non sempre è necessario, ma questi fili sono grossi, l'imbottitura con tre sarebbe troppo "cicciona") e si appoggia il filo della nuova gugliata come se fosse un filo di imbottitura. Si fissa con alcuni punti festone, e si tira in modo da far sparire la codina di sinistra:
A questo punto si sfila il filo dall'ago (questo diventerà il secondo filo di imbottitura) e si infila l'ago con la gugliata nuova che abbiamo appena fermato. Si infila l'ago dal rovescio al diritto nella costina orizzontale dell'ultimo punto festone:
| Qui si vede ancora la codina del filo, che ho tirato prima di fare il punto perche l'avevo dimenticato |
Il cambio di filo è appena percettibile, possiamo finire il contorno.
Arrivati in prossimità dell'inizio del lavoro, cominciamo a tagliare uno dei due fili di imbottitura
Poi chiudiamo il lavoro entrando dl rovescio al diritto nella costina del primo punto
A questo punto il nostro quadratino è proprio finito, non ci resta che staccarlo dalla carta.
Giriamo il lavoro sul retro e tagliamo un po' di punti di imbastitura
Poi dividiamo i due foglietti di cartoncino e tagliamo i fili al loro interno, operazione molto più veloce che farlo sul retro, utile soprattutto per grandi lavori
Una volta tagliati tutti i fili, possiamo delicatamente staccare il merletto dalla carta. Ecco cosa otteniamo:
Questo è il rovescio. Un po' di peli superflui, vero? Ci vuole la pinzetta!
Con una pinzetta da sopracciglia, togliamo tutti i fili rimasti.
Ora il nostro merletto è proprio finito!
Ecco, un po' in ritardo, il PDF di quest'ultima parte di tutorial.
Iscriviti a:
Post (Atom)




