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giovedì 26 maggio 2016

Voilà!

Dopo un soggiorno dal mago corniciaio, ecco il mio merletto finalmente rimesso a nuovo:



Particolarmente difficile da fotografare di giorno per i riflessi sul vetro.
Un po' meglio di notte:



 


 

 



Il corniciaio è stato particolarmente bravo, ha inserito il merletto tra due lastre di vetro, e dietro, all'esterno, ha inserito un piccolo spessore, in modo che restasse un po' discosto dal muro e permettesse di vedere le ombre, con la luce opportuna. Un accorgimento davvero utile per l'esposizione di merletti.
 
 

 

lunedì 21 febbraio 2011

Tutorial: tecnica del merletto ad ago parte sesta: Cordonatura di contorno e rimozione dalla carta

Et voilà! Ora finiamo veramente il nostro primo quadrato di merletto!
Nel post precedente avevamo ultimato i punti di riempimento. Ora dobbiamo rifinire il contorno. in certi casi si lscia senza rifinitura, per esempio in alcuni particolari dell'Aemilia ars, ma di solito si rifinisce con un punto festone regolare, più o meno imbottito. Questa operazione si chiama cordonatura.

Iniziamo dall'angolo inferiore sinistro. Si può procedere sia da sinistra a destra che da destra a sinistra, come si preferisce.
In questo campioncino facciamo un'imbottitura minima, solo con due fili "volanti" e procediamo esattamente come per il punto festone dell'intaglio. Se si vuole dare più rilievo al contorno si possono usare più fili di imbottitura. Se si vogliono sare per esempio 4 fili, conviene fare un'imbastitura doppia (in andata e ritorno) sul contorno (anche qui come nell'intaglio). Si passa ancora un altro filo con un sopraggitto su questa imbastitura, poi si procede con i due fili volanti come spiego più avanti. I fili volanti rendono uniforme il contorno e possono sistemare eventiuali irregolarità; sistemati opportunamente aiutano a dare una bella forma agli angoli e alle parti rotonde. Non ho mai provato a fare il festone senza imbottitura, ma secondo me non viene bene, perchè sotto ai punti traspaiono le irregolarità del contorno.

Dicevamo: nei pressi dell'angolo (un pochino dopo, così è più facile chiudere) si appoggia un filo di imbottitura, si appoggia la coda del filo che si usa per il festone, in modo da fermarla, e si inizia:



Ecco (in alto) i primi punti; a sinistra si vede la codina del filo di imbottitura che, una volta ben fissato, tireremo (dolcemente!) verso destra, in modo da farla sparire sotto i punti.

Ora abbiamo ricoperto tutta la codina del filo del punto festone, che ci serviva da secondo filo di imbottitura; ne aggiungiamo quindi un altro, che appoggiamo sul lavoro lasciando la solita codina a destra.



Si fissa col festone, prendendo i due fili di imbottitura



E si procede; ora troviamo la codina del filo di imbottitura che sporge, ormai ben fissata dai punti festone



La possiamo tirare dolcemente, in modo da farla sparire. Si potrebbe anche tagliare, ma probabilmente resterebbero dei piccoli residui che possono essere visibili, in questo modo il lavoro rimane liscio.

Arriviamo all'angolo, dove lavoriamo alcni punti festone puntando nello stesso buchino, spostando sul lato verticale i fili volanti, che si chiamano Fili guida proprio perchè aiutano a dare forma al lavoro.




Continuiamo sul lato verticale. Come vedete, i punti devono essere spaziati in modo regolare, non troppo vicini, altrimenti il contorno diventa ondulato, una volta staccato dalla carta, e non troppo spaziati altrimenti traspaiono i fili-guida. Si procede come se si facesse un contorno a maglia bassa, all'uncinetto, per capirci.



Continuando sul contorno, arriviamo al secondo lato verticale, e ora bisogna cambiare il filo. Si procede sempre come nell'intaglio.
Quando c'è ancora filo per fare alcuni punti, si taglia uno dei fili di imbottitura (non sempre è necessario, ma questi fili sono grossi, l'imbottitura con tre sarebbe troppo "cicciona") e si appoggia il filo della nuova gugliata come se fosse un filo di imbottitura. Si fissa con alcuni punti festone, e si tira in modo da far sparire la codina di sinistra:




A questo punto si sfila il filo dall'ago (questo diventerà il secondo filo di imbottitura) e si infila l'ago con la gugliata nuova che abbiamo appena fermato. Si infila l'ago dal rovescio al diritto nella costina orizzontale dell'ultimo punto festone:

Qui si vede ancora la codina del filo, che ho tirato prima di fare il punto perche l'avevo dimenticato
Si tira il filo, e si può ripartire con il punto festone:


Il cambio di filo è appena percettibile, possiamo finire il contorno.
Arrivati in prossimità dell'inizio del lavoro, cominciamo a tagliare uno dei due fili di imbottitura


Poi chiudiamo il lavoro entrando dl rovescio al diritto nella costina del primo punto



A questo punto il nostro quadratino è proprio finito, non ci resta che staccarlo dalla carta.


Giriamo il lavoro sul retro e tagliamo un po' di punti di imbastitura


Poi dividiamo i due foglietti di cartoncino e tagliamo i fili al loro interno, operazione molto più veloce che farlo sul retro, utile soprattutto per grandi lavori



Una volta tagliati tutti i fili, possiamo delicatamente staccare il merletto dalla carta. Ecco cosa otteniamo:



Questo è il rovescio. Un po' di peli superflui, vero? Ci vuole la pinzetta!




Con una pinzetta da sopracciglia, togliamo tutti i fili rimasti.



Ora il nostro merletto è proprio finito!


Ecco, un po' in ritardo, il PDF di quest'ultima parte di tutorial.














domenica 13 febbraio 2011

Tutorial: tecnica del merletto ad ago parte quinta. Punto traforato e chiusura

Vogliamo finire il nostro quadretto-sampler?
Eravamo arrivati circa alla metà, dopo aver fatto il primo punto traforato, che abbiamo deciso di chiamare punto traforato semplice, eravamo tornati a lavorare il punto festone imbottito.


Questa è la prima riga dopo il punto traforato. Ne facciamo altre due:



Ora proviamo un altro punto traforato, lavoriamo due punti e ne saltiamo due; nel giro successivo facciamo due punti nello spazio vuoto, a scacchiera.





Facciamo quattro righe di questo punto, ecco come si presenta:



Come si vede, al centro tende a "salire un po' rispetto ai lati, questo effetto veerà annullato quando si chiuderà il lavoro in basso.
Ora ritorniamo a lavorare a punto festone imbottito, dobbiamo fare tre punti nello spazio vuoto e un punto tra i due punti festone. In questo modo si mantiene lo stesso numero di punti dell'inizio. Visto che quando si imposta il lavoro si saltano solo due punti, verrebbe in mente di farne due anche nello spazio vuoto, ma poichè  tra i due punti festone c'è posto solo per un punto, se ne devono fare tre nello spazio, altrimenti rimangono pochi punti e il lavoro resta tirato. (Non so se sono riuscita a spiegarmi, lavorando si capisce subito)



Facciamo ancora una riga di punto festone e otteniamo questo:


Come si vede, sul fondo resta ancora un po' di spazio, però è meglio chiudere qui, in modo che, fissando i punti al fondo, si tira un po' il lavoro e si aprono bene i buchini dei punti traforati.

Fissare i punti al fondo è semplicissimo, si fa un sopraggitto, entrando in tutte le costine del punto festone.




Si prosegue per tutta l'ultima riga.
Qui si vede la differenza tra la prima parte, già fissata, e il resto. I punti traforati sono messi in risalto dopo la chiusura.




Ed ecco il lavoro finito!



E come sempre, QUI si può scaricare il tutorial in PDF

domenica 6 febbraio 2011

Tutorial: tecnica del merletto ad ago parte quarta: altro punto, cambio del filo

Abbiamo imparato come si fa il punto base, e mi è venuto in mente che non ne conosco il nome. In italiano non c'è un nome per i punti del merletto ad ago. Incredibile. Ci sono i nomi in dialetto veneziano, dei punti tipici di quel merletto, sempre varianti del punto festone, ma di questo punto, festone con un filo-guida, io non ho trovato il nome. Possiamo chiamarlo festone imbottito, giusto per capirci?

Eravamo arrivati più o meno qui:


Seconda riga di punti: per mantenere i punti regolari e regolarne la tensione, si ferma il filo col pollice sinistro, si fa il punto, si inizia a tirare il filo, e solo alla fine si lascia il filo tenuto dal pollice, tirando lentamente, in modo che il punto si allinei bene al precedente. Chi ha ricamato a punto festone, per esempio nel ricamo a intaglio, sa istintivamente come fare. Trovo che lavorando da destra a sinistra questo movimento venga piàù semplice.
Viene meglio se si lavora con calma, lentamente. Per questo è un modo perfetto per rilassarsi



Nella foto sopra vediamo la fine della seconda riga: i punti hanno l'aspetto più regolare rispetto alla precedente, dove erano un po' raggruppati a causa della presenza dei punti di imbastitura del contorno. A questo punto si tira di nuovo il filo verso destra, si allaccia girando due volte al contorno, e si fa la terza riga, sempre da destra a sinistra.



Ora abbiamo finito la terza riga di punti, abbiamo imparato come si fa, possiamo passare ad un punto più traforato. Il merletto è fatto di parti piene e traforate, se fosse tutto pieno non sarebbe un merletto!
I trafori più semplici, ma anche quelli più usati, sono costituiti semplicemente da punti uguali a quelli delle parti piene, ma distanziati. Tutto qui. Semplicissimo da dire e da fare. Sono fatti in questo modo i capolavori del passato che ammiriamo nei musei.
Facciamo quindi lo stesso punto, ma saltando una costina del giro precedente. Si fa un puno normale, si salta un punto, si fa un punto normale. Alla fine della riga avremo lavorato la metà dei punti della riga precedente.

Ecco come viene:



Ora il filo scarseggia, dobbiamo cambiare gugliata. Non è impossibile cambiare filo a metà riga, nei lavori con righe molto lunghe sarebbe impossibile non farlo, ma se si fa all'inizio o alla fine della riga siamo sicuri che sia invisibile. Il filo è sufficiente se è almeno tre-quattro volte (meglio quattro) la lunghezza della riga. Dipende se facciamo un punto molto traforato o molto compatto.
Portiamo semplicemente il filo a destra, visto che ne abbiamo a sufficienza, e lo avvolgiamo al margine esterno, verso l'alto.


Ora prendiamo la nuova gugliata e la assicuriamo sempre avvolgendola al contorno, questa volta nella parte bessa, non ancora lavorata, in modo da non creare troppo spessore sul contorno; una volta finito il merletto, il contorno verrà comunque ricoperto a punto festone imbottito, quindi questo piccolo spessore non darà molto fastidio.



Riprendiamo a lavorare, sempre con questo punto festone distanziato. Vogliamo chiamarlo punto festone imbottito distanziato semplice? Il nome è un po' lungo, ma mi sembra chiaro e comprensibile a tutti. Per semplificare potremmo chiamarlo "Punto traforato semplice"
Nella seconda riga lavoreremo un punto in ogni spazio tra i punti della riga precedente, che erano già spaziati.
E' un po' come lavorare a uncinetto; il punto festone pieno è come il punto basso, questo distanziato è come il punto basso intercalato da una catenella, e nel giro successivo si lavora un punto basso e una catenella, facendo il punto basso nello spazio tra i due punti bassi del giro precedente.
Sembra un delirio? Forse lo è, ma il merletto ad ago  ha molte analogie con l'uncinetto: gli aumenti, le diminuzioni, i buchi vari  sono fatti con gli stessi principi; chi è abituata a lavorare all'uncinetto è molto avvantaggiata.
Ecco come si lavora la seconda riga:


E se, dopo qualche riga bucata vogliamo tornare al punto "pieno"? Si ricomincia a lavorare due punti festone nello spazio tra i due punti del giro precedente.


Foto bruttissima, ma mi sembrava importante

Ecco il lavoro dopo tre righe di punto traforato e una di punto "pieno":



QUI trovate la versione PDF da scaricare

E per finire, ecco i mini-iris fioriti sul mio tavolo da lavoro: