Questo post sarà un po' strano, con una correlazione tra immagini e spiegazioni non perfetta perchè, dopo aver fatto le fotografie dell'esecuzione del primo archetto, ho scoperto che erano impubblicabili perchè sfocate.
Gli archetti vengono eseguiti tutti allo stesso modo, le foto faranno riferimento al secondo.
Nel post precedente avevamo completato il primo cerchio, quello con i pippiolini.
Alla fine della copertura a punto festone ci troviamo vicino alla via d'uscita, e la ricopriamo acordoncino fino a raggiungere il cerchio successivo, quello abbellito dagli archetti con pippiolini.
Tendiamo il filo lungo il perimetro del cerchio, come avevamo fatto per il precedente, passando sotto ai punti d'appoggio e perforando le barrette a cordoncino.
Una volta tesi i tre fili, iniziamo a ricoprirli a punto festone, e contemporaneamente lavoriamo gli archetti.
Dalla barretta ci portiamo verso destra, incontriamo la base finale del primo archetto, quello che è a cavallo della via di uscita, e non lo prendiamo in considerazione.
Mi riferisco al segmento tra la via d'uscita e A in questo disegno.
Subito dopo troviamo l'inizio del secondo archetto; oltrepassiamo anche questo, proseguendo a festone.
Superiamo la barretta a cordoncino; possiamo perforarla, oppure passarci sopra con il filo; di solito uso questa seconda soluzione perchè mi sembra che dia coninuità ai festoni; proseguo ancora e raggiungo la fine del secondo archetto, indicato con B nel disegno.
A questo punto tendiamo i tre fili per il secondo archetto, tornando indietro, e passando nei punti di appoggio e nella barretta a cordoncino che troviamo all'apice.
Ancoriamo il terzo filo gettato un punto più indietro rispetto ai precedenti, in modo da iniziare il punto festone nel punto giusto per farlo restare piatto; se puntiamo nello stesso punto dei precedenti, la barretta tenderà ad arrotolarsi.
Ricopriamo l'archetto a punto festone cercando di non dimenticare i pippiolini.
Anche in questo caso, come per la copertura dalla base del cerchio, il lavoro è più regolare se contiamo il numero di punti di ogni segmento.
Arrivati all'estremità opposta, riprendiamo a ricoprire a festone il cerchio di base, fino ad incontrare la fine del terzo archetto e ripetiamo il procedimento.
Ecco come si presenta il primo archetto lavorato
Arrivati alla base dell'ultimo archetto, la oltrepassiamo e continuiamo a ricoprire il cerchio fino alla via d'uscita.
Ra ricopriamo la via d'uscita a cordoncino fino all'apice dell'archetto (punto C), poi tendiamo un filo all'indietro, fino all'inizio dell'archetto, (punto A!) poi raggiungiamo la fine (punto A) , dopo aver perforato la via d'uscita, e torniamo indietro ad A1. A questo punto sul tratto A! -C abbiamo tre fili e possiamo ricoprirli a festone. Giunti all'apice tendiamo ancora un filo fino ad A, e torniamo indietro ricoprendolo a festone che, in questo caso, si lavorerà da destra a sinistra.
QUI come al solito trovate la versione PDF, scaricabile
mercoledì 27 luglio 2011
lunedì 18 luglio 2011
Tutorial: merletto ad ago geometrico (Reticella) parte terza
Ora che abbiamo costruito la struttura portante del nostro merletto, possiamo passare alla parte più divertente: la confezione del pizzo vero e proprio.
Ecco la struttura finita, con tutte le barrette ricoperte a cordoncino, tranne quella che ci serve come via d'uscita:
Ora ricopriamo a cordoncino il primo tratto della via d'uscita, fino al primo anello:
A questo punto iniziamo a fare le gettate per l'anello, che sarà costituito da tre fili. Per passare da un settore all'altro, passiamo attraverso la barretta già ricoperta. Quest'operazione è più facile se non abbiamo tirato troppo il cordoncino. La prima volta che ho provato a fare questo tipo di merletto non riuscivo a perforare le barrette, poi ho imparato.
Arrivati alla fine del giro, perforiamo la via d'uscita nell'ultimo punto eseguito, e riprendiamo a girare. Ho trovato in qualche libro che bisogna arrotolare il filo su quello già teso, ho però scoperto che se non si fa il percorso risulta più liscio e più facile da ricoprire in modo omogeneo.
Ecco il cerchio di fili tesi ultimato, pronto per essere ricoperto:
Quando arrivo alla via d'uscita, faccio un giro di cordoncino, così mi trovo all'altezza giusta per poter iniziare la copertura a festone:
Non so se sia da maniache, però trovo che sia meglio contare il numero di punti festone per ogni segmento del cerchio, in modo che siano uguali; se varianosi nota la differenza, alcuni segmenti sembrano più grandi.
Io ho fatto quattro punti festone e sul quarto ho fatto il pippiolino.
PIPPIOLINO
Dedico un capitolo a parte al pippiolino dell'aemilia ars, (che è uguale a quello del reticello) perchè per me è stato un grosso ostacolo, non capivo come farlo e quando mi sembava di averlo capito, mi venivano delle schifezze inguardabili.
Se non avete mai fatto questo tipo di pippiolini conviene che proviate sull'orlo di un pezzo di stoffa, perchè sono difficili da disfare e se vengono male rovinano il lavoro. C'è comunque rimedio: se non vi piace com'è venuto il cerchio, basta tagliarlo vicino alle barrette e ricominciare.
Parlavamo del pippiolino. Una volta fatto il punto festone sul quale si vuol fare il pippiolino, si punta nella sua barretta orizzontale e si fa un altro punto festone, ma non si chiude, si tiene fermo in basso col pollice della mano sinistra:
Col pollice terremo dunque ferma una specie di grossa asola. Infiliamo la punta dell'ago sotto la parte destra di quest'asola, e avvolgiamo tre volte il filo sull'ago, in senso orario, viene automatico se passiamo l'ago sotto al filo:
Io sto usando un cordonetto, che ha l'avvolgimento a Z, e il filo, sull'ago, forma le diagonali in senso opposto, ossia ad S; probabilmente se si usa un filo avvolto ad S, come il Perlè, sarà meglio avvolgerlo al contrario avvolgerlo al contrario. Questa è una riflessione mia, che forse non è rilevante, però io ho iniziato a fare dei pippiolini decenti quando ho imparato ad avvolgere il filo nel verso giusto; all'inizio lo facevo in senso inverso, con l'ago che si appoggiava sopra al filo prima di avvolgerlo, e venivano dei "cosi" orribili.
Fine delle digressioni.
Ora estraiamo l'ago, e tiriamo il filo verso di noi e verso il basso (si arrotola meglio, non so perchè) fino a portare i tre anellini vicino al punto festone in cui avevamo puntato all'inizio:
Se il filo degli avvolgimenti tende ad ingarbugliarsi, si mette in ordine con l'ago, in modo da ottenere i tre anellini ben allineati.
Se si tira bene il filo viene un bel pippiolino, e potremmo accontentarci. Il pippiolino fatto in questo modo però diventa un po' cicciotto, per snellirlo c'è un sistema che viene comunemente usato nel merletto e nel reticello.
Una volta allineati i tre anellini, non tirati troppo, si infila l'ago nel primo, quello più vicino alla barretta:
E si tira con un movimento deciso verso di sè, si deve sentire un piccolo schiocco, come quando si fa un nodino. Si ottiene questo, che ha l'aspetto abbastanza brutto:
Si tira di nuovo il filo principale (quello che sta sotto al mio pollice) lentamente, in modo che i tre anellini si allineino di nuovo in modo ordinato, poi si punta da sotto nell'ultimo punto festone della barretta:
E si prosegue con altri due punti festone, fino ad arrivare alla barretta a cordoncino
Si passa attraverso la barretta e si prosegue a ricoprire gli altri settori nello stesso modo:
Ecco il cerchio finito, con tutti i pipiolini. Anche a me i primi non sono venuti bellissimi, sono migliorata nei successivi.
Ecco la struttura finita, con tutte le barrette ricoperte a cordoncino, tranne quella che ci serve come via d'uscita:
Ora ricopriamo a cordoncino il primo tratto della via d'uscita, fino al primo anello:
A questo punto iniziamo a fare le gettate per l'anello, che sarà costituito da tre fili. Per passare da un settore all'altro, passiamo attraverso la barretta già ricoperta. Quest'operazione è più facile se non abbiamo tirato troppo il cordoncino. La prima volta che ho provato a fare questo tipo di merletto non riuscivo a perforare le barrette, poi ho imparato.
Arrivati alla fine del giro, perforiamo la via d'uscita nell'ultimo punto eseguito, e riprendiamo a girare. Ho trovato in qualche libro che bisogna arrotolare il filo su quello già teso, ho però scoperto che se non si fa il percorso risulta più liscio e più facile da ricoprire in modo omogeneo.
Ecco il cerchio di fili tesi ultimato, pronto per essere ricoperto:
Quando arrivo alla via d'uscita, faccio un giro di cordoncino, così mi trovo all'altezza giusta per poter iniziare la copertura a festone:
Non so se sia da maniache, però trovo che sia meglio contare il numero di punti festone per ogni segmento del cerchio, in modo che siano uguali; se varianosi nota la differenza, alcuni segmenti sembrano più grandi.
Io ho fatto quattro punti festone e sul quarto ho fatto il pippiolino.
PIPPIOLINO
Dedico un capitolo a parte al pippiolino dell'aemilia ars, (che è uguale a quello del reticello) perchè per me è stato un grosso ostacolo, non capivo come farlo e quando mi sembava di averlo capito, mi venivano delle schifezze inguardabili.
Se non avete mai fatto questo tipo di pippiolini conviene che proviate sull'orlo di un pezzo di stoffa, perchè sono difficili da disfare e se vengono male rovinano il lavoro. C'è comunque rimedio: se non vi piace com'è venuto il cerchio, basta tagliarlo vicino alle barrette e ricominciare.
Parlavamo del pippiolino. Una volta fatto il punto festone sul quale si vuol fare il pippiolino, si punta nella sua barretta orizzontale e si fa un altro punto festone, ma non si chiude, si tiene fermo in basso col pollice della mano sinistra:
Col pollice terremo dunque ferma una specie di grossa asola. Infiliamo la punta dell'ago sotto la parte destra di quest'asola, e avvolgiamo tre volte il filo sull'ago, in senso orario, viene automatico se passiamo l'ago sotto al filo:
Io sto usando un cordonetto, che ha l'avvolgimento a Z, e il filo, sull'ago, forma le diagonali in senso opposto, ossia ad S; probabilmente se si usa un filo avvolto ad S, come il Perlè, sarà meglio avvolgerlo al contrario avvolgerlo al contrario. Questa è una riflessione mia, che forse non è rilevante, però io ho iniziato a fare dei pippiolini decenti quando ho imparato ad avvolgere il filo nel verso giusto; all'inizio lo facevo in senso inverso, con l'ago che si appoggiava sopra al filo prima di avvolgerlo, e venivano dei "cosi" orribili.
Fine delle digressioni.
Ora estraiamo l'ago, e tiriamo il filo verso di noi e verso il basso (si arrotola meglio, non so perchè) fino a portare i tre anellini vicino al punto festone in cui avevamo puntato all'inizio:
Se il filo degli avvolgimenti tende ad ingarbugliarsi, si mette in ordine con l'ago, in modo da ottenere i tre anellini ben allineati.
Se si tira bene il filo viene un bel pippiolino, e potremmo accontentarci. Il pippiolino fatto in questo modo però diventa un po' cicciotto, per snellirlo c'è un sistema che viene comunemente usato nel merletto e nel reticello.
Una volta allineati i tre anellini, non tirati troppo, si infila l'ago nel primo, quello più vicino alla barretta:
E si tira con un movimento deciso verso di sè, si deve sentire un piccolo schiocco, come quando si fa un nodino. Si ottiene questo, che ha l'aspetto abbastanza brutto:
Si tira di nuovo il filo principale (quello che sta sotto al mio pollice) lentamente, in modo che i tre anellini si allineino di nuovo in modo ordinato, poi si punta da sotto nell'ultimo punto festone della barretta:
E si prosegue con altri due punti festone, fino ad arrivare alla barretta a cordoncino
Si passa attraverso la barretta e si prosegue a ricoprire gli altri settori nello stesso modo:
Ecco il cerchio finito, con tutti i pipiolini. Anche a me i primi non sono venuti bellissimi, sono migliorata nei successivi.
QUI come al solito potete scaricare il post in PDF
lunedì 11 luglio 2011
Tutorial: merletto ad ago geometrico (Reticella) parte seconda
Nel precedente post avevamo visto come si prepara il cartoncino che serve da base al merletto geometrico; ora iniziamo a costruire il merletto vero e proprio, partendo dalla struttura portante, cioè contorno e linee rette (diagonali e perpendicolari).
Le linee rette strutturali sono normalmente costituite da tre passaggi di filo ricoperti a cordoncino.
Iniziamo fissando bene il filo (cordonetto n° 60) con un nodo sul rovescio, e un punto fatto sul cartone per fermarlo. Questo passaggio non è strettamente necessario, ma iniziare con un filo ben ancorato facilita il lavoro. Ora usciamo a qualche cm dall'angolo n°1, passiamo sotto al punto d'appoggio d'angolo, e portiamo il filo lungo tutto il contorno passando sotto i punti d'appoggio.
Una volta tornati all'angolo n° 1, ancoriamo il filo a quello d'inizio passandolo sotto il filo e sotto al punto d'appoggio.
Ora tendiamo un filo sulla diagonale 1-3, passando sempre sotto tutti i punti d'appoggio; ancoriamo questo filo sempre passando sotto al filo di contorno e sotto al punto d'appoggio, e torniamo a 1 per la stessa strada. Anche qui ci agganciamo al contorno e torniamo indietro per l'ultima volta.
E' sempre fondamentale ancorare il filo non solo al punto d'appoggio, che verrà tagliato una volta finito il merletto, ma anche al filo del pizzo; se si dimentica, quando si tagliano i punti d'appoggio le due parti saranno staccate.
Arrinati a 3 vediamo che sul tratto 1-3 abbiamo già teso tre fili, quindi possiamo iniziare a ricoprirli a cordoncino, che consiste semplicemente nell'avvolgere il filo intorno a questa barretta.
Ecco come tengo in mano il lavoro:
Passo il filo dal basso verso l'alto, lo tengo fermo con il medio della mano sinistra, inserisco l'ago sotto la barretta, tiro il filo; alla fine stacco il dito medio della sinistra, così il filo si arrotolerà lentamente e si sisteerà bene vicino al precedente. Il cordoncono non dev'essere troppo stretto perchè in vari punti dovremo passarci attraverso con l'ago; i punti devono essere vicini ma non sovrapposti. Se i punti sono troppo stretti le barrette tendono a diventare sinuose, effetto che non è molto bello. Trovo che sia molto più facile fare il cordoncino su un merletto che su un ricamo sulla stoffa.
Una volta arrivati al centro non proseguiamo a ricoprire la seconda parte della diagonale, la ricopriremo per ultima, ci servirà per raggiungere gli anelli concentrici e ultimare il lavoro.
Al centro infiliamo l'ago nella barretta e ci portiamo verso la diagonale 2-4.
Andiamo a 2, torniamo al centro, andiamo a 4, torniamo al centro, andiamo a 2 e siamo pronti per fare il cordoncino nel tratto 2-centro.
Ora sul tratto centro-4 abbiamo solo due fili, quindi ne lanciamo un terzo a 4 e ricopriamo a cordoncino fino al centro.
Cambio del filo: io preferisco, se possibile, cambiare il filo lungo i contorni, non mentre faccio il cordoncino. Arrivata al contorno arrotolo semplicemente il filo vecchio lungo il filo di contorno passando sotto a qualche punto d'appoggio, e faccio la stessa cosa col filo nuovo in direzione opposta, in modo da non creare troppo spessore.
In pratica tutte le barrette sono ricoperte a cordoncino in direzione centripeta, tranne l'uscita, che si fa ovviamente in direzione centrifuga.
Una volta ultimato il cordoncino nel tratto 4-centro siamo pronti per iniziare le barrette perpendicolari, che si costruiscono nello stesso modo di quelle diagonali; tutte le volte che passiamo dal centro per portarci dalla parte opposta infiliamo l'ago nella parte già lavorata.
Alla fine ci dobbiamo trovare col filo al centro e tutte le barrette, diagonali e perpendicolari, ricoperte tranne la via d'uscita, centro-1.
QUI trovate il file PDF da scaricare
Le linee rette strutturali sono normalmente costituite da tre passaggi di filo ricoperti a cordoncino.
Iniziamo fissando bene il filo (cordonetto n° 60) con un nodo sul rovescio, e un punto fatto sul cartone per fermarlo. Questo passaggio non è strettamente necessario, ma iniziare con un filo ben ancorato facilita il lavoro. Ora usciamo a qualche cm dall'angolo n°1, passiamo sotto al punto d'appoggio d'angolo, e portiamo il filo lungo tutto il contorno passando sotto i punti d'appoggio.
Una volta tornati all'angolo n° 1, ancoriamo il filo a quello d'inizio passandolo sotto il filo e sotto al punto d'appoggio.
Ora tendiamo un filo sulla diagonale 1-3, passando sempre sotto tutti i punti d'appoggio; ancoriamo questo filo sempre passando sotto al filo di contorno e sotto al punto d'appoggio, e torniamo a 1 per la stessa strada. Anche qui ci agganciamo al contorno e torniamo indietro per l'ultima volta.
E' sempre fondamentale ancorare il filo non solo al punto d'appoggio, che verrà tagliato una volta finito il merletto, ma anche al filo del pizzo; se si dimentica, quando si tagliano i punti d'appoggio le due parti saranno staccate.
Arrinati a 3 vediamo che sul tratto 1-3 abbiamo già teso tre fili, quindi possiamo iniziare a ricoprirli a cordoncino, che consiste semplicemente nell'avvolgere il filo intorno a questa barretta.
Ecco come tengo in mano il lavoro:
Passo il filo dal basso verso l'alto, lo tengo fermo con il medio della mano sinistra, inserisco l'ago sotto la barretta, tiro il filo; alla fine stacco il dito medio della sinistra, così il filo si arrotolerà lentamente e si sisteerà bene vicino al precedente. Il cordoncono non dev'essere troppo stretto perchè in vari punti dovremo passarci attraverso con l'ago; i punti devono essere vicini ma non sovrapposti. Se i punti sono troppo stretti le barrette tendono a diventare sinuose, effetto che non è molto bello. Trovo che sia molto più facile fare il cordoncino su un merletto che su un ricamo sulla stoffa.
Una volta arrivati al centro non proseguiamo a ricoprire la seconda parte della diagonale, la ricopriremo per ultima, ci servirà per raggiungere gli anelli concentrici e ultimare il lavoro.
Al centro infiliamo l'ago nella barretta e ci portiamo verso la diagonale 2-4.
Andiamo a 2, torniamo al centro, andiamo a 4, torniamo al centro, andiamo a 2 e siamo pronti per fare il cordoncino nel tratto 2-centro.
Ora sul tratto centro-4 abbiamo solo due fili, quindi ne lanciamo un terzo a 4 e ricopriamo a cordoncino fino al centro.
Cambio del filo: io preferisco, se possibile, cambiare il filo lungo i contorni, non mentre faccio il cordoncino. Arrivata al contorno arrotolo semplicemente il filo vecchio lungo il filo di contorno passando sotto a qualche punto d'appoggio, e faccio la stessa cosa col filo nuovo in direzione opposta, in modo da non creare troppo spessore.
In pratica tutte le barrette sono ricoperte a cordoncino in direzione centripeta, tranne l'uscita, che si fa ovviamente in direzione centrifuga.
Una volta ultimato il cordoncino nel tratto 4-centro siamo pronti per iniziare le barrette perpendicolari, che si costruiscono nello stesso modo di quelle diagonali; tutte le volte che passiamo dal centro per portarci dalla parte opposta infiliamo l'ago nella parte già lavorata.
Alla fine ci dobbiamo trovare col filo al centro e tutte le barrette, diagonali e perpendicolari, ricoperte tranne la via d'uscita, centro-1.
QUI trovate il file PDF da scaricare
domenica 3 luglio 2011
Tutorial: merletto ad ago geometrico (Reticella)
Dopo aver visto lo stand dell'Assciazione Punto Maglie, a Parma, mi è venuta una gran voglia di riprendere il merletto ad ago geometrico, quello che spesso, con termine improprio, si chiama Aemilia Ars.
Nel titolo del post ho inserito la parola "Reticella" perchè all'estero questo tipo di pizzo viene genericamente chiamato così, visto che (incredibile ma vero!) questo blog è visitato anche da molte straniere, ho pensato di aiutarle
Nel titolo del post ho inserito la parola "Reticella" perchè all'estero questo tipo di pizzo viene genericamente chiamato così, visto che (incredibile ma vero!) questo blog è visitato anche da molte straniere, ho pensato di aiutarle
Il merletto ad ago geometrico ha origini antichissime, si trovano molti disegni raccolti già nei modellari del '500. Deriva direttamente dall'antico reticello, ma si lavora senza il supporto della stoffa e si fissa sul tessuto in un secondo momento.
Ho imparato ad eseguirlo secondo la tecnica usata nell'Aemilia Ars, con punti d'appoggio che servono a tendere i fili di contorno.
Vorrei fare un tutorial con un disegno semplice, per imparare i principi fondamentali, poi si può continuare con disegni più complessi.
OCCORRENTE
Oltre al disegno stampato (se possibile si carta leggermente colorata, se pensate di lavorare con filo bianco) occorrono:
- un foglio di carta da lucido per ricoprire il disegno ed evitare che sporchi il lavoro. Se non ce l'avete potete usare della carta forno. Va bene anche la pellicola adesiva trasparente o leggermente colorata, se la trovate.
- due pezzi di cartoncino leggero tipo Bristol, che possono essere sostituiti da copertine leggere di riviste.
- filo da cucire resistente, del colore del filo che si userà per il merletto. Nell'aemilia ars si usa il filo Lettera 40, molto resistente, ma difficile da trovare.
- filo per il merletto: a me piace lavorare con il cordonetto, quello che si usa per l'uncinetto; per un disegno di queste dimensioni userei il n° 60. Si può usare anche il Perlè (o ritorto fiorentino o Retors d'Alsace) n° 12; in questo caso però ingrandirei un po' il disegno percè il Perlè è un po' più grande del cordonetto 60
- aghi: io uso aghi con la punta, n° 8 o 10 perchè bisogna passare attraverso le barrette a cordoncino; per i tratti a punto festone si può usare anche un ago senza punta sottile, n°28;
- perforatore: facoltativo, ma molto comodo per lavori di grandi dimensioni: serve a bucare il cartoncino in corrispondenza dei punti di sostegno
COSTRUZIONE DEL SUPPORTO
Sovrapporre 2 strati di cartoncino (più strati se è molto leggero), disegno, carta trasparente. Se si usa la pellicola adesiva, incollarla al disegno. Mantenere i 4 strati uniti con una graffetta e cucirli con un'imbastitura a punti lunghi.
Pareggiare i bordi tagliando a circa 2-3 cm dal contorno del disegno. Arrotondare gli angoli, così durante la lavorazione il filo non si aggancerà continuamente.
PUNTI D'APPOGGIO
Sono dei punti che vengono dati sul contorno del disegno e all'interno, in modo da guidare i fili che costituiranno il merletto. Detto così appare molto astruso, ma la pratica è piuttosto semplice.
Ecco come ho fatto i punti d'appoggio:
Come si può vedere i punti d'appoggio vengono dati lungo il contorno dove s'incontra un'altra linea e nel disegno centrale dove s'incontrano due linee e dove devono "reggere" delle linee convesse.
Per ottenere dei punti precisi, è meglio bucare prima il cartone dove poi tracceremo i punti, in questo modo:
Sembra che abbia la varicella!
Lungo il lato di sinistra ho segnato anche due punti d'appoggio intermedi, che servono per fissare meglio il contorno; viste le piccole dimensioni del lavoro non sono necessari.
Se, mentre si lavora, si vede che servono altri punti d'appoggio, si possono aggiungere senza problemi.
Ecco il disegno con i punti d'appoggio veri:
Ho ricoperto il disegno con la pellicola turchese per rendere più evidente il lavoro in bianco.
QUI trovate la solita versione PDF da scaricare
sabato 25 giugno 2011
Riaperto il Museo del Merletto di Burano
Rapida segnalazione: In questo post Jeanine, che dalle sponde dell'Oceano Pacifico ci tiene aggiornate sulle novità italiane, segnala che oggi, dopo un lungo periodo di chiusura per restauri, è stato riaperto il Museo del Merletto di Burano.
Molto interessant anche il video con Lucia Costantini che illustra in breve la storia e le diverse tipologie di merletto. Altre notizie su Lucia Costantini, una delle più famose collaboratrici del Museo, si trovano nel sito di Merletto Italiano e su TuttoRicamo.
Ancora in Merletto Italiano è stata segnalata qualche giorno fa la riapertura del museo, con una mostra che presenta parte del patrimonio non solo di merletti ma anche di disegni e foto. Da leggere la presentazione di Doretta Davanzo Poli indicata nella pagina.
In questo video pubblicitario si possono vedere le agili mani delle merlettaie al lavoro, e si può capire la grande differenza tra la tecnica di esecuzione del merletto veneziano e quella del merletto di Alençon, che avevamo illustrato qui .
Notizie e informazioni sul Museo del Merletto sono fornite nel sito della Fondazione Musei Civici Veneziani ; nello spazio a destra dell'homepage c'è un breve video con immagini dell'esterno e dell'interno del museo.
Ora non resta che programmare una visita!
| Foto Wikipedia |
Ancora in Merletto Italiano è stata segnalata qualche giorno fa la riapertura del museo, con una mostra che presenta parte del patrimonio non solo di merletti ma anche di disegni e foto. Da leggere la presentazione di Doretta Davanzo Poli indicata nella pagina.
In questo video pubblicitario si possono vedere le agili mani delle merlettaie al lavoro, e si può capire la grande differenza tra la tecnica di esecuzione del merletto veneziano e quella del merletto di Alençon, che avevamo illustrato qui .
Notizie e informazioni sul Museo del Merletto sono fornite nel sito della Fondazione Musei Civici Veneziani ; nello spazio a destra dell'homepage c'è un breve video con immagini dell'esterno e dell'interno del museo.
Ora non resta che programmare una visita!
lunedì 13 giugno 2011
Croazia: merletto di Pag
Ho sentito qualche giorno fa che la Croazia dal 1° luglio entrerà a far parte dell'Unione Europea, e mi sono ricordata di aver letto delle notizie sul merletto ad ago che è tipico dell'isola di Pag.
Nel centro principale, che si chiama appunto Pag, viene eseguito, ora come secoli fa un merletto ad ago particolare, che a prima vista rassomiglia molto ai merletti geometrici eseguiti nel resto d'Europa, ma che, ad una attenta osservazione, presenta delle peculiarità interessanti.
Grazie al prezioso aiuto di http://needlelacetalk.ning.com/ ho trovato questo sito , che spiega con competenza la storia di questo merletto, e mostra una splendida galleria , ma soprattutto ha una sezione dedicata alla sua composizione .
Questo merletto è stato impiegato fin dalle origini della città, intorno al 1400, come ornamento per le camicie e le cuffie in lino del costume femminile. Il disegno ricordava i rosoni delle chiese e dei palazzi, ed è stato tramandato immutato nel corso dei secoli. E' difficile dire se derivi dai merletti del Mediterraneo orientale o da quelli veneziani, sicuramente c'è un legame tra tutti questi manufatti. Il pizzo veniva eseguito senza disegno, tesssendo una specie di ragnatela, poi riempita con i vari motivi tradizionali.
All'inizio del '900 si perse l'abitudine di indossare il costume quotidianamente, e si cominciò a fabbricare i merletti di dimensioni più grandi, usati per ornare le case e la biancheria; in questo modo si è riusciti a conservare la tradizione, modificandone l'impiego.
Per questi manufatti, talora di grandi dimensioni, si usa un disegno sommario, che viene appuntato su un coscino semicilindrico; si traccia lo "scheletro", con cerchi concentrici e raggi, poi si dispongono i motivi ornamentali, che sono sempre gli stessi, descritti in questa pagina (clickando sugli elementi si vedono in una fotografia ingrandita). E' interessante notare come, insieme agli elementi tipici del merletto ad ago che facciamo in Italia, con punto cordoncino e punto festone, ci sono delle parti tessute, che ricordano un po' le barrette del ricamo Hardanger; uno di questi è chiamato "Limuncin" (e qui l'influsso veneziano si sente!).
Per finire, ecco un piccolo filmato di foto di questi merletti:
Sono andata a cercare un po' di notizie, visto che le vacanze si avvicinano potrebbero essere utili se qualcuno trascorrerà l'estate in quella zona.
Pag è un'isola della Dalmazia, allungata lungo la costa, nella zona centro-settentrionale.
Nel centro principale, che si chiama appunto Pag, viene eseguito, ora come secoli fa un merletto ad ago particolare, che a prima vista rassomiglia molto ai merletti geometrici eseguiti nel resto d'Europa, ma che, ad una attenta osservazione, presenta delle peculiarità interessanti.
Grazie al prezioso aiuto di http://needlelacetalk.ning.com/ ho trovato questo sito , che spiega con competenza la storia di questo merletto, e mostra una splendida galleria , ma soprattutto ha una sezione dedicata alla sua composizione .
Questo merletto è stato impiegato fin dalle origini della città, intorno al 1400, come ornamento per le camicie e le cuffie in lino del costume femminile. Il disegno ricordava i rosoni delle chiese e dei palazzi, ed è stato tramandato immutato nel corso dei secoli. E' difficile dire se derivi dai merletti del Mediterraneo orientale o da quelli veneziani, sicuramente c'è un legame tra tutti questi manufatti. Il pizzo veniva eseguito senza disegno, tesssendo una specie di ragnatela, poi riempita con i vari motivi tradizionali.
All'inizio del '900 si perse l'abitudine di indossare il costume quotidianamente, e si cominciò a fabbricare i merletti di dimensioni più grandi, usati per ornare le case e la biancheria; in questo modo si è riusciti a conservare la tradizione, modificandone l'impiego.
Per questi manufatti, talora di grandi dimensioni, si usa un disegno sommario, che viene appuntato su un coscino semicilindrico; si traccia lo "scheletro", con cerchi concentrici e raggi, poi si dispongono i motivi ornamentali, che sono sempre gli stessi, descritti in questa pagina (clickando sugli elementi si vedono in una fotografia ingrandita). E' interessante notare come, insieme agli elementi tipici del merletto ad ago che facciamo in Italia, con punto cordoncino e punto festone, ci sono delle parti tessute, che ricordano un po' le barrette del ricamo Hardanger; uno di questi è chiamato "Limuncin" (e qui l'influsso veneziano si sente!).
Per finire, ecco un piccolo filmato di foto di questi merletti:
e un altro che mostra le donne al lavoro, con il caratteristico cuscino:
lunedì 6 giugno 2011
Merletto antico
A Parma gli stand commerciali più interessanti erano quelli dedicati a libri, merceria e pizzi e ricami antichi. Bellissimi anche solo da vedere, esponevano pezzi di grande qualità.
Quello che vendeva i merletti e ricami, http://www.helenmerz.de/english.htm era quasi un museo: piuttosto grande, permetteva di ammirare (e toccare con mano!) merletti di grande fascino e valore.
Oltre a quelli esposti per esteso, sul banco erano disposte con noncuranza delle cartine con pizzi antichi, divisi per epoca e tipologia.
Devo dire che ho soggiornato a lungo lì intorno, ho guardato e riguardato, alla fine ho trovato questo:
Il prezzo era abbordabile, e lo è diventato ancora di più quando ho deciso di dividerlo con Luisella (a metà c'era una cucitura, non abbiamo rovinato nulla!).
Così ora posso ammirare e rimirare questo bel merletto del XIX secolo, a Point de Gaze (sì, sembra una mania, ma lo trovo tanto bello!).
Non sono un'esperta di merletti antichi, ma riesco a capire che probabilmente non è molto antico, il disegno non è molto raffinato, e mancano i petali in rilievo che si trovavano nei pizzi più antichi.
Ecco un particolare:
E' una tale meraviglia poter vedere da vicino questa retìna, lavorata con un filo appena visibile, con i pois decorativi davvero minuscoli.
Bellissimi anche questi cerchietti, decorati con i "boccioli di rosa" che vi avevo fatto vedere in questo post:
Credo che prima o poi lo inquadrerò, ora voglio studiarlo meglio, chissà che non mi venga qualche idea per nuovi progetti!
Spero che le foto siano scaricabili facilmente, le ho lasciate ad alta definizione per permettere di vedere i dettagli, si apprezzano meglio che dal vero!
Quello che vendeva i merletti e ricami, http://www.helenmerz.de/english.htm era quasi un museo: piuttosto grande, permetteva di ammirare (e toccare con mano!) merletti di grande fascino e valore.
Oltre a quelli esposti per esteso, sul banco erano disposte con noncuranza delle cartine con pizzi antichi, divisi per epoca e tipologia.
Devo dire che ho soggiornato a lungo lì intorno, ho guardato e riguardato, alla fine ho trovato questo:
Il prezzo era abbordabile, e lo è diventato ancora di più quando ho deciso di dividerlo con Luisella (a metà c'era una cucitura, non abbiamo rovinato nulla!).
Così ora posso ammirare e rimirare questo bel merletto del XIX secolo, a Point de Gaze (sì, sembra una mania, ma lo trovo tanto bello!).
Non sono un'esperta di merletti antichi, ma riesco a capire che probabilmente non è molto antico, il disegno non è molto raffinato, e mancano i petali in rilievo che si trovavano nei pizzi più antichi.
Ecco un particolare:
E' una tale meraviglia poter vedere da vicino questa retìna, lavorata con un filo appena visibile, con i pois decorativi davvero minuscoli.
Bellissimi anche questi cerchietti, decorati con i "boccioli di rosa" che vi avevo fatto vedere in questo post:
Credo che prima o poi lo inquadrerò, ora voglio studiarlo meglio, chissà che non mi venga qualche idea per nuovi progetti!
Spero che le foto siano scaricabili facilmente, le ho lasciate ad alta definizione per permettere di vedere i dettagli, si apprezzano meglio che dal vero!
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