Cos'ho fatto quest'estate, oltre a orecchini di varia foggia?
Due scialli.
A mia giustificazione posso dire che abito in una zona in cui l'estate di solito non è molto lunga, e neppure molto calda. Però non avevo mai fatto scialli d'estate, mi sembrava "strano".
Quest'anno il gruppo Ravelry a cui sono iscritta: Kal from Italy proponeva la confezione di tre scialli della designer Veera Valimaki (mancano un po' di dieresi sulle a, non ricordo i codici).
Si trattava di Different lines, Color Affection e Stripe study shawl, per i Kal rispettivamente di giugno, luglio e agosto (evidentemente non sono la sola a voler lavorare degli scialli in estate!).
Vista la mia lentezza, ne ho fatti solo due, il primo e l'ultimo.
Per Different Lines, iniziato a fine maggio, quando ancora era freschino, ho usato una lana tipo merino molto sottile, lavorata doppia con i ferri n° 4, per un risultato leggero e soffice.
Ecco lo scialletto in tutta la sua estensione:
Qui è "indossato" visto sul davanti:
E sul dietro:
L'ho finito verso la metà di luglio, a quel punto l'idea di lavorare la lana era inaccettabile anche per me, così ho deciso di utilizzare dei gomitoli di fibra naturale che avevo comprato in un mercato biologico (purtroppo ho perso il biglietto da visita del venditore, con i dati per rintracciarlo). Avevo un gomitolo di lino grezzo e uno misto seta-canapa color avorio, e ho pensato di utilizzarli per lo stripe study shawl. Ricordando le mie esperienze passate con le fibre naturali, ho pensato che con i lavaggi il lino grezzo tende a schiarire, se così fosse successo al mio scialle il contrasto di colori sarebbe stato meno evidente con il passare del tempo, così ho allargato le righe sottili da due a quattro ferri e ho inserito un ferro di buchini, che potrebbero delimitare le righe anche se la differenza di colore diventasse meno evidente.
Questo è lo scialle per esteso (molto più grande del precedente):
"Indossato" davanti:
"Indossato" dietro:
Ho trovato questi modelli geniali, molto semplici perchè lavorati tutti a legaccio, con i motivi ottenuti con la lavorazione a ferri accorciati che li rendono divertenti e per nulla noiosi, (a parte gli ultimi interminabili giri) adatti anche per chi non è un'esperta.
Anche la forma così asimmetrica li rende comodi da indossare, perchè la parte più lunga avvolge bene il davanti e rimane a posto.
giovedì 27 settembre 2012
domenica 16 settembre 2012
Uncinetto
Eccomi!
Sono stata molto assente perchè dovevo finire lo specchietto per la partecipazione al concorso "A mirror to my Art" indetto da needleprint, e come al solito erao in ritardo. Se volete vedere il mio lavoro, lo trovate qui al n° 15.
Negli ultimi tempi non ho fatto molto ma, complice Pinterest , mi sono cimentata nella produzione di orecchini a uncinetto.
Questi li ho copiati abbastanza letteralmente da questo tutorial, trovato proprio su Pinterest. Ho comprato degli orecchini a cerchio semplici, con diametro 4 cm, e li ho ricoperti.
Per questi ho preso spunto da varie spiegazioni; sono carini perchè piccoli, meno di tre cm di larghezza massima.
Ecco le mie spiegazioni:
Fare un anellino col filo verde e lavorare 1 m bassa, 3 catenelle per 5 volte, poi chiudere il giro con una maglia bassissima nella prima maglia bassa. Non ho fatto le catenelle d'avvio perchè il cerchietto di filo si può stringere e al centro non rimane il buco; se si vuole avviare con la catenella, poi si può cucire una perlina al centro.
2° giro (sempre in verde): lavorare 1 m. bassa, una mezza maglia alta, tre maglie alte, una mezza maglia alta e una maglia bassa in ogni archetto. Chiudere con una maglia bassissima e tagliare il filo.
3° giro: con il filo marrone fare * una maglia bassa prendendo di traverso la maglia gassa del primo giro* (sono i puntini marrone che si vedono vicino al centro), 5 catenelle; ripetere da * a* per 5 volte, chiudere con una maglia bassissima.
4° giro: 1 m. bassa, 1 mezza maglia alta, 5 maglie alte, una mezza maglia alta, 1 maglia bassa in ogni archetto di catenelle, chiudere con una maglia bassissima; durante l'ultimo giro fissare un anellino, che verrà poi attaccato al supporto degli orecchini
Di tutt'altro genere, vi faccio vedere un bellissimo scialle che mi è stato regalato, comprato in Turchia, bordato con i famosi fiori che si possono fare all'uncinetto o ad ago, che si chiamano Oya.
In questo caso sono fatti all'uncinetto, con una lavorazione molto originale, che non ho capito perfettamente:
La parte "bassa" del bordo (che orla tutto il lato lungo del triangolo ) è fatta con : 1 maglia bassa, una catenella allungata, un anellino di catenelle ricoperto con *2 maglie basse, 3 catenelle* per tre volte, 2 maglie basse; poi una nuova catenella allungata e una maglia bassa eseguita puntando nell'orlo.
La frangia con i fiori è fatta a partire da una maglia bassa del bordo, con credo una decina di catenelle (gambo), poi un anello di circa 8 catenelle chiuso con una m. bassissima. In questo anello si lavora: 8 catenelle, *1 m alta tripla, due catenelle* per 7 volte, 1 m.alta tripla, 8 catenelle, poi si torna alla base ricoprendo il "gambo" a maglia bassa. la parte superiore del fiore è composta da un giro in grigio con degli strani punti, credo che siano fatti puntando diverse volte (almeno 8) nell'intervallo tra due maglie alte triple, come per fare una maglia bassa, ma senza chiuderla, poi chiudendo gli anelli tutti insieme.
Il tutto è rifinito con un ultimo giro in viola, con maglie basse e pippiolini che non ho capito bene; mi pare che si faccia una maglia bassa, 5 catenelle, una maglia bassa, poi si porta indietro il filo con una maglia allungata, si fa una maglia bassissima sulla terza catenella, tre catenelle, una m. bassa, tre catenelle, una m bassa, tre catenelle, una m. bassa nell'archetto sottostante (formando tre pippiolini), poi si fa una m. bassa puntando nel giro precedente e si ricomincia con un altro archetto.
Credo che la mia spiegazione sia un po' confusa, ma anch'io non ho le idee chiarissime
Sono stata molto assente perchè dovevo finire lo specchietto per la partecipazione al concorso "A mirror to my Art" indetto da needleprint, e come al solito erao in ritardo. Se volete vedere il mio lavoro, lo trovate qui al n° 15.
Negli ultimi tempi non ho fatto molto ma, complice Pinterest , mi sono cimentata nella produzione di orecchini a uncinetto.
Questi li ho copiati abbastanza letteralmente da questo tutorial, trovato proprio su Pinterest. Ho comprato degli orecchini a cerchio semplici, con diametro 4 cm, e li ho ricoperti.
Per questi ho preso spunto da varie spiegazioni; sono carini perchè piccoli, meno di tre cm di larghezza massima.
Ecco le mie spiegazioni:
Fare un anellino col filo verde e lavorare 1 m bassa, 3 catenelle per 5 volte, poi chiudere il giro con una maglia bassissima nella prima maglia bassa. Non ho fatto le catenelle d'avvio perchè il cerchietto di filo si può stringere e al centro non rimane il buco; se si vuole avviare con la catenella, poi si può cucire una perlina al centro.
2° giro (sempre in verde): lavorare 1 m. bassa, una mezza maglia alta, tre maglie alte, una mezza maglia alta e una maglia bassa in ogni archetto. Chiudere con una maglia bassissima e tagliare il filo.
3° giro: con il filo marrone fare * una maglia bassa prendendo di traverso la maglia gassa del primo giro* (sono i puntini marrone che si vedono vicino al centro), 5 catenelle; ripetere da * a* per 5 volte, chiudere con una maglia bassissima.
4° giro: 1 m. bassa, 1 mezza maglia alta, 5 maglie alte, una mezza maglia alta, 1 maglia bassa in ogni archetto di catenelle, chiudere con una maglia bassissima; durante l'ultimo giro fissare un anellino, che verrà poi attaccato al supporto degli orecchini
Di tutt'altro genere, vi faccio vedere un bellissimo scialle che mi è stato regalato, comprato in Turchia, bordato con i famosi fiori che si possono fare all'uncinetto o ad ago, che si chiamano Oya.
In questo caso sono fatti all'uncinetto, con una lavorazione molto originale, che non ho capito perfettamente:
La parte "bassa" del bordo (che orla tutto il lato lungo del triangolo ) è fatta con : 1 maglia bassa, una catenella allungata, un anellino di catenelle ricoperto con *2 maglie basse, 3 catenelle* per tre volte, 2 maglie basse; poi una nuova catenella allungata e una maglia bassa eseguita puntando nell'orlo.
La frangia con i fiori è fatta a partire da una maglia bassa del bordo, con credo una decina di catenelle (gambo), poi un anello di circa 8 catenelle chiuso con una m. bassissima. In questo anello si lavora: 8 catenelle, *1 m alta tripla, due catenelle* per 7 volte, 1 m.alta tripla, 8 catenelle, poi si torna alla base ricoprendo il "gambo" a maglia bassa. la parte superiore del fiore è composta da un giro in grigio con degli strani punti, credo che siano fatti puntando diverse volte (almeno 8) nell'intervallo tra due maglie alte triple, come per fare una maglia bassa, ma senza chiuderla, poi chiudendo gli anelli tutti insieme.
Il tutto è rifinito con un ultimo giro in viola, con maglie basse e pippiolini che non ho capito bene; mi pare che si faccia una maglia bassa, 5 catenelle, una maglia bassa, poi si porta indietro il filo con una maglia allungata, si fa una maglia bassissima sulla terza catenella, tre catenelle, una m. bassa, tre catenelle, una m bassa, tre catenelle, una m. bassa nell'archetto sottostante (formando tre pippiolini), poi si fa una m. bassa puntando nel giro precedente e si ricomincia con un altro archetto.
Credo che la mia spiegazione sia un po' confusa, ma anch'io non ho le idee chiarissime
giovedì 16 agosto 2012
Orecchini
Vanno di moda gli orecchini di merletto, forse sull'onda di quelli proposti da Dolce e Gabbana. Se ne vedono molti sui banchi dei mercati, un po' meno indossati, forse sono troppo ingombranti?
Anch'io ho voluto provare a farne qualcuno, meno grande, e con tecniche diverse, ecco i risultati dei miei esperimenti.
Ho iniziato col chiacchirino, fatto con la navetta, perchè con l'ago non mi viene ancora automatico, devo continuamente rivedere i passaggi. Non è che con la navetta sia un genio, avevo imparato qualche anno fa ma non ho mai prodotto dei lavori complessi.
Ho trovato questo modello e sono riuscita a riprodurlo in modo abbastanza soddisfacente:
Poi ho visto un bellissimo modello sul blog di Casa Erba (è per lo più in giapponese, ma ha progetti e tutorial comprensibilissimi) che trovate qui . Li ho riprodotti con un cordonetto di seta variegato, molto gradevole da lavorare, ma non mi piace questo avvicendarsi di colori senza sfumature. Credo che i filati variegati non facciano per me, preferisco quelli solo leggermente sfumati.
Ecco gli orecchini:
A questo punto potevo non crearne un paio?
Ci pensavo da parecchio. Lo scorso anno h cominciato a seguire il bellissimo blog di Alessia che mi piace per l'amore e l'originalità che mostra nel manipolare materie apparentemente "dure" come fili di rame e metalli vari: pietre, perle e quant'altro. Affascinata dalle sue creazioni, ho comprato degli orecchini e delle "monachine" molto particolari, a rettangolo, con l'intenzione di usarle per orecchini fatti a merletto. Nel corso dei mesi non ho mai avuto l'idea giusta per decorarle, non volevo mettere un semplice ciondolo, anche perchè le ho fatte fare un po' più lunghe del normale.
Un giorno ho pensato che potevo fare un ciondolo con buco al centro, in modo da poterlo inserire "dentro" alla monachina.
Ho fatto un disegno molto semplice:
Ho lavorato con cotone sottile della Guttermann, questa volta sfumato, ho rinforzato i contrni con filo metallico per bigiotteria, ed ecco gli orecchini finiti:
Originali, vero?
Anch'io ho voluto provare a farne qualcuno, meno grande, e con tecniche diverse, ecco i risultati dei miei esperimenti.
Ho iniziato col chiacchirino, fatto con la navetta, perchè con l'ago non mi viene ancora automatico, devo continuamente rivedere i passaggi. Non è che con la navetta sia un genio, avevo imparato qualche anno fa ma non ho mai prodotto dei lavori complessi.
Ho trovato questo modello e sono riuscita a riprodurlo in modo abbastanza soddisfacente:
Poi ho visto un bellissimo modello sul blog di Casa Erba (è per lo più in giapponese, ma ha progetti e tutorial comprensibilissimi) che trovate qui . Li ho riprodotti con un cordonetto di seta variegato, molto gradevole da lavorare, ma non mi piace questo avvicendarsi di colori senza sfumature. Credo che i filati variegati non facciano per me, preferisco quelli solo leggermente sfumati.
Ecco gli orecchini:
Ci pensavo da parecchio. Lo scorso anno h cominciato a seguire il bellissimo blog di Alessia che mi piace per l'amore e l'originalità che mostra nel manipolare materie apparentemente "dure" come fili di rame e metalli vari: pietre, perle e quant'altro. Affascinata dalle sue creazioni, ho comprato degli orecchini e delle "monachine" molto particolari, a rettangolo, con l'intenzione di usarle per orecchini fatti a merletto. Nel corso dei mesi non ho mai avuto l'idea giusta per decorarle, non volevo mettere un semplice ciondolo, anche perchè le ho fatte fare un po' più lunghe del normale.
Un giorno ho pensato che potevo fare un ciondolo con buco al centro, in modo da poterlo inserire "dentro" alla monachina.
Ho fatto un disegno molto semplice:
| Come vedete, il disegno è molto "artigianale" |
Originali, vero?
lunedì 23 luglio 2012
Merletti ad ago nel 1400?
Qualche giorno fa è stata pubblicata e largamente diffusa la notizia del ritrovamento di migliaia di frammenti tessili risalenti al XV sec. nel castello di Lengberg, nel Tirolo orientale. I pezzi che hanno destato più interesse sono stati quattro reggiseni, di fattura molto simile a quella moderna, ma che risalgono al 1400; fino ad ora si riteneva che l'invenzione di questo capo d'abbigliamento fosse recentissima, dei primi anni del '900. QUI trovate il link alla notizia pubbilcata sull'ANSA.
La notizia ha destato la mia curiosità, ho pensato che il ritrovamento di tessili e biancheria poteva portare anche a ricami o merletti.
In effetti ho trovato QUI un articolo del BBC History Magazine, scritto dall'archeologa Beatriz Nutz, ricercatrice all'Istituto di Archeologia dell'Università di Innsbruck, che ha fatto la tesi proprio sul ritrovamento dei tessili del castello di Legberg. La ricercatrice illustra nei dettagli non solo i reggiseni ritrovati, ma anche degli slip, che dice siano probabilmente femminili, mentre nell'articolo dell'ANSA erano attribuiti ad un uomo.
Dopo un po' di ricerche ho trovato QUESTO : mi pare che la fotografia sia molto eloquente: non si riesce a capire bene come sia lavorato, ma indubbiamente l'effetto è quello di un merletto!
Alla fine sono giunta a QUESTO bellissimo articolo.
Cerco di riassumerlo per le non anglofone:
Nel 2008 sono stati trovati nel castello di Lengberg numerosi frammenti di camicette (in lino o lana) risalenti (datazione con C14) agli ultimi decenni del 1400; solo ora si possono mostrare, indossati da dei manichini.
Alcuni frammenti hanno i bordi decorati con delle "passamanerie" cucite alla stoffa o attaccate mediante semplici merletti ad ago eseguiti in filo di lino. In un caso il merletto serve come decorazione del bordo. In altri casi i pizzi servono come connessione di due bordi di stoffa.
Nella seconda foto che illustra l'articolo si vedono alcuni esempi di questi merletti, particolarmente interessante quello contrassegnato con il numero 7, un disegno piuttosto complesso.
E' molto interessante l'immagine che descrive i punti impiegati per questi merletti: i due disegni più in basso descrivono un semplice punto festone e un punto festone avvolto (come quello che si usa nel merletto veneziano), ma mi hanno colpita particolarmente i due primi disegni, che illustrano due punti simili apparentemente sconosciuti.
Ho provato a riprodurli, e ne ho dedotto che si tratta di un semplice punto annodato, che sui libri anglofoni è denominato "Venetian Stitch", ma che non viene utilizzato nel merletto veneziano, solo che l'autrice lo riproduce al rovescio.
Ecco le mie prove:
| Punto festone eseguito al contrario |
| Punto annodato come spiegato nell'articolo |
| Punto finito |
| Punto festone |
| Punto annodato |
| Come si vede, gli ultimi due punti, eseguiti in Venetian Point, sono indistinguibili dai precedenti |
Questa, in realtà, non è una novità assoluta. Nel bellissimo libro "Prehistoric Textiles" di E. J. W. Barber (pag 182) si descrivono diversi capi di abbigliamento del secondo millennio avanti Cristo con i margini bordati a punto festone e, in un caso (camicetta da donna trovata a Skrydstrup, in Danimarca), si riporta la rifinitura con circa una dozzina di righe di punto festone, di cui solo la prima è attaccata al tessuto.
Anche Elisa Ricci ritiene che sia possibile l'esistenza di merletti ad ago precedenti al 1500, ma pensa che possano essere degli episodi sporadici, che non hanno avuto seguito rilevante.
Nell'ultima parte dell'articolo l'autrice spiega come sia possibile la nascita dei primi merletti ad ago non in Italia, come universalmente riconosciuto, ma proprio in ambiente germanico, ricordando anche come probabilmente i primi libri di modelli siano stati stampati proprio in Germania, nei primi decenni del 1500.
Questa tesi sembra però in parte smentita da QUESTO ARTICOLO che cerca di far ordine nei numerosi modellari antichi, pubblicati a partire dal 1524. A pagina 10 spiega che i primi modellari erano dedicati al ricamo, e solo a partire dal 1542 (Matio Pagan) si vedono dei disegni pensati specificamente per i merletti.
A giudicare dalle foto pubblicate, mi sembra però che questi merletti fossero lavorati senza un modello. i disegni mi ricordano un po' il Puncetto, anche se sono eseguiti con punti diversi.
Nelle mie ricerche bibliografiche mi sono anche imbattuta in QUESTO ARTICOLO che, pur non trattando direttamente di merletti, mi sembra molto interessante. Purtroppo non conosco abbastanza il tedesco per riuscire a tradurlo.
mercoledì 11 luglio 2012
Filmati antichi
Forse questo non è il periodo migliore per restare ferme al computer a guardare dei filmati, ma se avete un po' di aria condizionata oppure vivete in Canada (un esempio a caso ;-)) potete guardare delle pellicole che l'Istituto Luce ha messo recentemente on-line.
Si tratta di filmati relativamente antichi; alcuni, come quello sul merletto di Burano, decisamente rari e interessanti.
Merletto di Burano (filmato del 1932). Interessante perché permette di osservare il movimento delle mani delle merlettaie, incredibilmente veloce e preciso:
http://www.youtube.com/watch?v=UOLswJM2q7c
1947:
http://www.youtube.com/watch?v=_4dRn2XE610
Costumi femminili di Cogne (1925):
http://www.youtube.com/watch?v=dZl3HPQalAw
Esposizione di merletti italiani, Roma, 1932
http://www.youtube.com/watch?v=wpFq3VWNeaA
Tombolo a S.Margherita Ligure, 1932. Più che merlettaie sembrano prestigiatrici!
http://www.youtube.com/watch?v=CHMTy536r5Q
Merletti alla Mostra Romana dell'Artigianato, 1934
http://www.youtube.com/watch?v=xHBJa4oWLIs
Ricami ungheresi, 1935
http://www.youtube.com/watch?v=4hnllFyaTLc
http://www.youtube.com/watch?v=SGE2LeZQ3GA
http://www.youtube.com/watch?v=TfbrQm5e-4A
Mostra di ricami, 1935
http://www.youtube.com/watch?v=OFvORFJ41B0
Mostra di ricami, 1937
http://www.youtube.com/watch?v=3E_obvNlawc
Merletto e moda, 1937
http://www.youtube.com/watch?v=aE7QGt5c07c
Merletti di Bruges, 1948
http://www.youtube.com/watch?v=r9NRqgDnSJU
Merletti a Portofino
http://www.youtube.com/watch?v=KGwcDyQKEuM
Sfilata di merletti per la moda a Parigi, 1949
http://www.youtube.com/watch?v=23PMKVeKyOY
Merletti di Sansepolcro, 1950
http://www.youtube.com/watch?v=x0wr9r6R91Y
Mostra di ricamo a Genova, 1952
http://www.youtube.com/watch?v=A6kELKLSkzU
Scuola di ricamo a Fano, 1955
http://www.youtube.com/watch?v=w3vgQN104dA
Scialli ricamati, Venezia, 1956
http://www.youtube.com/watch?v=cORWs13Znlc
Si tratta di filmati relativamente antichi; alcuni, come quello sul merletto di Burano, decisamente rari e interessanti.
Merletto di Burano (filmato del 1932). Interessante perché permette di osservare il movimento delle mani delle merlettaie, incredibilmente veloce e preciso:
http://www.youtube.com/watch?v=UOLswJM2q7c
1947:
http://www.youtube.com/watch?v=_4dRn2XE610
Costumi femminili di Cogne (1925):
http://www.youtube.com/watch?v=dZl3HPQalAw
Esposizione di merletti italiani, Roma, 1932
http://www.youtube.com/watch?v=wpFq3VWNeaA
Tombolo a S.Margherita Ligure, 1932. Più che merlettaie sembrano prestigiatrici!
http://www.youtube.com/watch?v=CHMTy536r5Q
Merletti alla Mostra Romana dell'Artigianato, 1934
http://www.youtube.com/watch?v=xHBJa4oWLIs
Ricami ungheresi, 1935
http://www.youtube.com/watch?v=4hnllFyaTLc
http://www.youtube.com/watch?v=SGE2LeZQ3GA
http://www.youtube.com/watch?v=TfbrQm5e-4A
Mostra di ricami, 1935
http://www.youtube.com/watch?v=OFvORFJ41B0
Mostra di ricami, 1937
http://www.youtube.com/watch?v=3E_obvNlawc
Merletto e moda, 1937
http://www.youtube.com/watch?v=aE7QGt5c07c
Merletti di Bruges, 1948
http://www.youtube.com/watch?v=r9NRqgDnSJU
Merletti a Portofino
http://www.youtube.com/watch?v=KGwcDyQKEuM
Sfilata di merletti per la moda a Parigi, 1949
http://www.youtube.com/watch?v=23PMKVeKyOY
Merletti di Sansepolcro, 1950
http://www.youtube.com/watch?v=x0wr9r6R91Y
Mostra di ricamo a Genova, 1952
http://www.youtube.com/watch?v=A6kELKLSkzU
Scuola di ricamo a Fano, 1955
http://www.youtube.com/watch?v=w3vgQN104dA
Scialli ricamati, Venezia, 1956
http://www.youtube.com/watch?v=cORWs13Znlc
sabato 23 giugno 2012
Tutorial 2: Reticella bookmark (merletto ad ago geometrico) parte .54
Arrivati all'ultimo archetto, dobbiamo completare la lavorazione dell'interno e raggiungere il bordo.
Per semplificare la descrizione, ho fatto un disegno con i numeri che indicano i vari passaggi.
Proseguiamo a ricoprire a punto festone la circonferenza fino a metà dell'archetto, dove incontriamo l'ultima diagonale, la nostra via d'uscita, completando la copertura del cerchio esterno (tratto 1-2 del disegno)
Ora ricopriamo a punto cordoncino la parte successiva della via d'uscita, fino all'apice dell'archetto (tratto 2-3 del disegno).
Ora lanciamo i fili che formeranno l'archetto. Andiamo prima a 1, poi a 5, passando da 3, quindi torniamo a 1 passando da 3.
Ora sul tratto 1-3 abbiamo tre fili, possiamo cominciare a ricoprirli a festone.
Arrivati a 4 lanciamo i fili per la base del triangolo T e lo lavoriamo come abbiamo fatto per gli altri.
Tornati a 4 dopo aver finito il triangolo, proseguiamo il punto festone fino a 3. Ora lanciamo l'ultimo filo sul tratto 3-5.
Questo tratto verrà rcoperto a festone lavorato da destra a sinistra.
Arrivati alla base del triangolo T1, lo dovremo lavorare come fatto in precedenza, naturalmente torneremo alla linea di base sul versante destro e non sinistro del triangolo.
Completiamo il festone fino a 3. A questo punto il più è fatto.
Ci resta solo da ricoprire a cordoncino l'ultimo tratto della diagonale, ricordando di lavorare l'ovalino.
Giunti al margine lanciamo ancora due fili sulla circonferenza, poi la ricopriamo a punto festone fitto, con due fili d'imbottitura (non sono indispensabili ma facilitano il lavoro.
Congiungiamo l'ultimo punto festone con il primo, e il nostreo quadrato è finito!
Ora lo stacchiamo dal cartone tagliando dal rovescio i punti d'appoggio che avevamo dato all'inizio, e togliamo con una pinzetta i residui di filo.
COSTRUZIONE DEL SEGNALIBRO
Naturalmente questo quadratino può essere impiegato in qualunque modo. Se si vuole attaccare a un tessuto, consiglierei di fare ancora un giro di punto chiaro intorno, seguito da una passata di sopraggitto.
Io fin dall'inizio lo volevo trasformare i segnalibro, quindi ho costruito il retro con due pezzi di feltro sottile della stessa dimensione, sovrapposti. Tra i due fogli, per renderli più rigidi, ho inserito un quadratinodi lastra radiografica (un po' più piccolo); naturalmente si può usare del plexiglass o della plastica rigida, come il coperchio delle vaschette per alimentari.
Ho assemblato questi tre strati con un punto asola rado regolare, in bianco:
poi ho cucito a sopraggitto due lati contigui (a "L") del merletto agli stessi due lati del quadratino.
Ecco il risultato finale:
Un segnalibro da utilizzare infilandolo sull'angolo esterno dell'ultima pagina letta.
Per semplificare la descrizione, ho fatto un disegno con i numeri che indicano i vari passaggi.
Proseguiamo a ricoprire a punto festone la circonferenza fino a metà dell'archetto, dove incontriamo l'ultima diagonale, la nostra via d'uscita, completando la copertura del cerchio esterno (tratto 1-2 del disegno)
Ora ricopriamo a punto cordoncino la parte successiva della via d'uscita, fino all'apice dell'archetto (tratto 2-3 del disegno).
Ora lanciamo i fili che formeranno l'archetto. Andiamo prima a 1, poi a 5, passando da 3, quindi torniamo a 1 passando da 3.
Ora sul tratto 1-3 abbiamo tre fili, possiamo cominciare a ricoprirli a festone.
Arrivati a 4 lanciamo i fili per la base del triangolo T e lo lavoriamo come abbiamo fatto per gli altri.
Tornati a 4 dopo aver finito il triangolo, proseguiamo il punto festone fino a 3. Ora lanciamo l'ultimo filo sul tratto 3-5.
Questo tratto verrà rcoperto a festone lavorato da destra a sinistra.
Arrivati alla base del triangolo T1, lo dovremo lavorare come fatto in precedenza, naturalmente torneremo alla linea di base sul versante destro e non sinistro del triangolo.
Completiamo il festone fino a 3. A questo punto il più è fatto.
Ci resta solo da ricoprire a cordoncino l'ultimo tratto della diagonale, ricordando di lavorare l'ovalino.
Giunti al margine lanciamo ancora due fili sulla circonferenza, poi la ricopriamo a punto festone fitto, con due fili d'imbottitura (non sono indispensabili ma facilitano il lavoro.
Congiungiamo l'ultimo punto festone con il primo, e il nostreo quadrato è finito!
Ora lo stacchiamo dal cartone tagliando dal rovescio i punti d'appoggio che avevamo dato all'inizio, e togliamo con una pinzetta i residui di filo.
COSTRUZIONE DEL SEGNALIBRO
Naturalmente questo quadratino può essere impiegato in qualunque modo. Se si vuole attaccare a un tessuto, consiglierei di fare ancora un giro di punto chiaro intorno, seguito da una passata di sopraggitto.
Io fin dall'inizio lo volevo trasformare i segnalibro, quindi ho costruito il retro con due pezzi di feltro sottile della stessa dimensione, sovrapposti. Tra i due fogli, per renderli più rigidi, ho inserito un quadratinodi lastra radiografica (un po' più piccolo); naturalmente si può usare del plexiglass o della plastica rigida, come il coperchio delle vaschette per alimentari.
Ho assemblato questi tre strati con un punto asola rado regolare, in bianco:
poi ho cucito a sopraggitto due lati contigui (a "L") del merletto agli stessi due lati del quadratino.
Ecco il risultato finale:
Un segnalibro da utilizzare infilandolo sull'angolo esterno dell'ultima pagina letta.
lunedì 11 giugno 2012
Tutorial 2: Reticella bookmark (merletto ad ago geometrico)parte 4
Ora ci aspetta il giro più laborioso! Iniziamo a ricoprire la circonferenza esterna a punto festone.
Passiamo sotto alla meta' dell'archetto, proseguiamo sotto all'archetto successivo, fino alla fine dell'arco, poi iniziamo a gettare i fili che costituiranno l'impalcatura dell'archetto, passando sotto ai punti d'appoggio e dentro al cordoncino della diagonale.
Una volta lanciati tre fili, li ricopriamo completamente a punto festone. Io consiglio sempre di contare i punti dei vari segmenti perché se il numero e' molto diverso, i fili dell'impalcatura subiranno una tensione diversa e l'effetto finale sarà di segmenti non uguali. Tornati al livello della circonferenza, riprendiamo a ricoprirla passando sotto all'archetto successivo.
*Alla fine dell'archetto lanciamo i soliti tre fili e cominciamo a ricoprirli fino alla base del triangolo.
Ora lanciamo i tre fili che costituiranno la base del triangolo e ne iniziamo la lavorazione.
Io ho fatto 8 punti nel primo giro, poi ho lanciato il filo da destra a sinistra, uscendo dal rovescio verso al diritto nel primo punto.
Procediamo facendo 7 punti nel secondo giro, 6 nel terzo e così via, fino ad esaurire i punti.
Se non avete mai lavorato dei triangolini vi consiglio di fare delle prove su un orlo, perché i primi possono venire veramente orribili! Bisogna anche trovare la tensione giusta, in modo da arrivare non troppo vicini al contorno.
Una volta arrivati all'apice, lanciamo un filo che si aggancerà al contorno, passando sotto al filo di contorno e al punto d'appoggio.
Torniamo al triangolo, torniamo ancora al contorno, e ricopriamo questa piccola barretta a cordoncino ( io ho fatto solo 4 punti, non bisogna esagerare perché se si fanno tanti punti si tende troppo la barretta che può diventare arcuata.
Possiamo lavorare questo tratto anche in modo più semplice, andando dall'apice del triangolo al bordo, e tornando indietro con due-tre avvolgimenti.
Tornati al triangolo, si esce all'apice, poi si torna alla base con un sopraggitto regolare.
Ora possiamo riprendere la copertura dll'archetto.*
Arrivati alla base procediamo a ricoprire la circonferenza fino alla fine dell'archetto successivo, poi ripetiamo il procedimento da * a *, fino a quando arriviamo alla base dell ultimo archetto. Qui ci fermiamo.
A presto per l'ultima parte del tutorial!
Passiamo sotto alla meta' dell'archetto, proseguiamo sotto all'archetto successivo, fino alla fine dell'arco, poi iniziamo a gettare i fili che costituiranno l'impalcatura dell'archetto, passando sotto ai punti d'appoggio e dentro al cordoncino della diagonale.
Una volta lanciati tre fili, li ricopriamo completamente a punto festone. Io consiglio sempre di contare i punti dei vari segmenti perché se il numero e' molto diverso, i fili dell'impalcatura subiranno una tensione diversa e l'effetto finale sarà di segmenti non uguali. Tornati al livello della circonferenza, riprendiamo a ricoprirla passando sotto all'archetto successivo.
*Alla fine dell'archetto lanciamo i soliti tre fili e cominciamo a ricoprirli fino alla base del triangolo.
Ora lanciamo i tre fili che costituiranno la base del triangolo e ne iniziamo la lavorazione.
Io ho fatto 8 punti nel primo giro, poi ho lanciato il filo da destra a sinistra, uscendo dal rovescio verso al diritto nel primo punto.
Procediamo facendo 7 punti nel secondo giro, 6 nel terzo e così via, fino ad esaurire i punti.
Se non avete mai lavorato dei triangolini vi consiglio di fare delle prove su un orlo, perché i primi possono venire veramente orribili! Bisogna anche trovare la tensione giusta, in modo da arrivare non troppo vicini al contorno.
Una volta arrivati all'apice, lanciamo un filo che si aggancerà al contorno, passando sotto al filo di contorno e al punto d'appoggio.
Torniamo al triangolo, torniamo ancora al contorno, e ricopriamo questa piccola barretta a cordoncino ( io ho fatto solo 4 punti, non bisogna esagerare perché se si fanno tanti punti si tende troppo la barretta che può diventare arcuata.
Possiamo lavorare questo tratto anche in modo più semplice, andando dall'apice del triangolo al bordo, e tornando indietro con due-tre avvolgimenti.
Tornati al triangolo, si esce all'apice, poi si torna alla base con un sopraggitto regolare.
Ora possiamo riprendere la copertura dll'archetto.*
Arrivati alla base procediamo a ricoprire la circonferenza fino alla fine dell'archetto successivo, poi ripetiamo il procedimento da * a *, fino a quando arriviamo alla base dell ultimo archetto. Qui ci fermiamo.
A presto per l'ultima parte del tutorial!
Iscriviti a:
Post (Atom)