sabato 13 agosto 2011

Vacanze scandinave

Qualcuno si è domandato come mai il tutorial di merletto fosse rimasto in sospeso?
La ragione è semplice: sono stata in vacanza in Danimarca e Norvegia.
Paesi molto interessanti con uno stile di vita diverso dal nostro, che per moti versi mi è più congeniale.

Lo scopo del viaggio era la visita a siti archeologici, ma non abbiamo tralasciato le città e la natura.
Ecco alcune immagini:


La famosa sirenetta


Il porto vecchio di Copenaghen


Bergen, in Norvegia, alle 22.15


E questa volta ho anche trovato qualcosa di tessile!
Hedebo originale danese:


Con tanto di mostra che però non siamo riusciti a visitare:



Reperti tessili molto interessanti nel Museo delle Navi Vichinghe, a Oslo. Nella nave di Oseberg si sono trovati i corpi di due donne con molti oggetti, alcuni legati alla tessitura,  vestiti e piccoli arazzi discretamente conservati. In alcuni casi si trattava di tessuti di seta evidentemente importati dall'Oriente, ma diversi manufatti hanno permesso di avere un'idea della prduzione tessile nel mondo vichingo.
Purtroppo le immagini non sono molto chiare, gli oggetti erano poco illuminati e non era consentito fotografare col flash, per evitare di danneggiare ulteriormente i colori.


Ricostruzione del disegno di un tessuto



Tessuto ricamato

Tessuto ricamato con tecnica incomprensibile

Piccolo arazzo

In danimarca, nel negozio annesso alla fortezza vichinga di Trelleborg, ho visto dal vero dei lavori fatti con la tecnica del Nadelbinding



In Norvegia abbiamo visitato deverse chiese costruite interamente in legno, sostenute da un palo centrale, chiamate Stevkirke. In quella di Hedal



ho trovato la tovaglia d'altare e una tovaglietta rifinite ad Hardanger; non potevo non fotografarle:




Chi è esperta nella tecnica può copiarlo direttamente dalle foto, con la certezza di eseguire un lavoro ad Hardanger con motivo di sicura provenienza norvegese.

Un ultima foto per Jeanine ed Elena, che amano i draghi e simili


Bella fibbia, vero?


PS del 15.8.: Ecco il link a un bellissimo sito dedicato interamente al ricamo Hedebo , segnalato da Lorelei Halley in needlelacetalk.ning

mercoledì 27 luglio 2011

Tutorial: merletto ad ago geometrico (Reticella) parte quarta

Questo post sarà un po' strano, con una correlazione tra immagini e spiegazioni non perfetta perchè, dopo aver fatto le fotografie dell'esecuzione del primo archetto, ho scoperto che erano impubblicabili perchè sfocate.
Gli archetti vengono eseguiti tutti allo stesso modo, le foto faranno riferimento al secondo.

Nel post precedente avevamo completato il primo cerchio, quello con i pippiolini.
Alla fine della copertura a punto festone ci troviamo vicino alla via d'uscita, e la ricopriamo acordoncino fino a raggiungere il cerchio successivo, quello abbellito dagli archetti con pippiolini.



Tendiamo il filo lungo il perimetro del cerchio, come avevamo fatto per il precedente, passando sotto ai punti d'appoggio e perforando le barrette a cordoncino.
Una volta tesi i tre fili, iniziamo a ricoprirli a punto festone, e contemporaneamente lavoriamo gli archetti.
Dalla barretta ci portiamo verso destra, incontriamo la base finale del primo archetto, quello che è a cavallo della via di uscita, e non lo prendiamo in considerazione.


Mi riferisco al segmento tra la via d'uscita e A in questo disegno.

Subito dopo troviamo l'inizio del secondo archetto; oltrepassiamo anche questo, proseguendo a festone.
Superiamo la barretta a cordoncino; possiamo perforarla, oppure passarci sopra con il filo; di solito uso questa seconda soluzione perchè mi sembra che dia coninuità ai festoni; proseguo ancora e raggiungo la fine del secondo archetto, indicato con B nel disegno.
A questo punto tendiamo i tre fili per il secondo archetto, tornando indietro, e passando nei punti di appoggio e nella barretta a cordoncino che troviamo all'apice.




Ancoriamo il terzo filo gettato un punto più indietro rispetto ai precedenti, in modo da iniziare il punto festone nel punto giusto per farlo restare piatto; se puntiamo nello stesso punto dei precedenti, la barretta tenderà ad arrotolarsi.


Ricopriamo l'archetto a punto festone cercando di non dimenticare i pippiolini.
Anche in questo caso, come per la copertura dalla base del cerchio, il lavoro è più regolare se contiamo il numero di punti di ogni segmento.
Arrivati all'estremità opposta, riprendiamo a ricoprire a festone il cerchio di base, fino ad incontrare la fine del terzo archetto e ripetiamo il procedimento.



Ecco come si presenta il primo archetto lavorato



Arrivati alla base dell'ultimo archetto, la oltrepassiamo e continuiamo a ricoprire il cerchio fino alla via d'uscita.



Ra ricopriamo la via d'uscita a cordoncino fino all'apice dell'archetto (punto C), poi tendiamo un filo all'indietro, fino all'inizio dell'archetto, (punto A!) poi raggiungiamo la fine (punto A) , dopo aver perforato la via d'uscita, e torniamo indietro ad A1. A questo punto sul tratto A! -C abbiamo tre fili e possiamo ricoprirli a festone. Giunti all'apice tendiamo ancora un filo fino ad A, e torniamo indietro ricoprendolo a festone che, in questo caso, si lavorerà da destra a sinistra.

QUI come al solito trovate la versione PDF, scaricabile

lunedì 18 luglio 2011

Tutorial: merletto ad ago geometrico (Reticella) parte terza

Ora che abbiamo costruito la struttura portante del nostro merletto, possiamo passare alla parte più divertente: la confezione del pizzo vero e proprio.
Ecco la struttura finita, con tutte le barrette ricoperte a cordoncino, tranne quella che ci serve come via d'uscita:


Ora ricopriamo a cordoncino il primo tratto della via d'uscita, fino al primo anello:



A questo punto iniziamo a fare le gettate per l'anello, che sarà costituito da tre fili. Per passare da un settore all'altro, passiamo attraverso la barretta già ricoperta. Quest'operazione è più facile se non abbiamo tirato troppo il cordoncino. La prima volta che ho provato a fare questo tipo di merletto non riuscivo a perforare le barrette, poi ho imparato.



Arrivati alla fine del giro, perforiamo la via d'uscita nell'ultimo punto eseguito, e riprendiamo a girare. Ho trovato in qualche libro che bisogna arrotolare il filo su quello già teso, ho però scoperto che se non si fa il percorso risulta più liscio e più facile da ricoprire in modo omogeneo.
Ecco il cerchio di fili tesi ultimato, pronto per essere ricoperto:



Quando arrivo alla via d'uscita, faccio un giro di cordoncino, così mi trovo all'altezza giusta per poter iniziare la copertura a festone:



Non so se sia da maniache, però trovo che sia meglio contare il numero di punti festone per ogni segmento del cerchio, in modo che siano uguali; se varianosi nota la differenza, alcuni segmenti sembrano più grandi.
Io ho fatto quattro punti festone e sul quarto ho fatto il pippiolino.

PIPPIOLINO
Dedico un capitolo a parte al pippiolino dell'aemilia ars, (che è uguale a quello del reticello) perchè per me è stato un grosso ostacolo, non capivo come farlo e quando mi sembava di averlo capito, mi venivano delle schifezze inguardabili.
Se non avete mai fatto questo tipo di pippiolini conviene che proviate sull'orlo di un pezzo di stoffa, perchè sono difficili da disfare e se vengono male rovinano il lavoro. C'è comunque rimedio: se non vi piace com'è venuto il cerchio, basta tagliarlo vicino alle barrette e ricominciare.
Parlavamo del pippiolino. Una volta fatto il punto festone sul quale si vuol fare il pippiolino, si punta nella sua barretta orizzontale e si fa un altro punto festone, ma non si chiude, si tiene fermo in basso col pollice della mano sinistra:




Col pollice terremo dunque ferma una specie di grossa asola.  Infiliamo la punta dell'ago sotto la parte destra di quest'asola, e avvolgiamo tre volte il filo sull'ago, in senso orario, viene automatico se passiamo l'ago sotto al filo:




Io sto usando un cordonetto, che ha l'avvolgimento a Z, e il filo, sull'ago, forma le diagonali in senso opposto, ossia ad S; probabilmente se si usa un filo avvolto ad S, come il Perlè, sarà meglio avvolgerlo al contrario avvolgerlo al contrario. Questa è una riflessione mia, che forse non è rilevante, però io ho iniziato a fare dei pippiolini decenti quando ho imparato ad avvolgere il filo nel verso giusto; all'inizio lo facevo in senso inverso, con l'ago che si appoggiava sopra al filo prima di avvolgerlo, e venivano dei "cosi" orribili.
Fine delle digressioni.
Ora estraiamo l'ago, e tiriamo il filo verso di noi e verso il basso (si arrotola meglio, non so perchè) fino a portare i tre anellini vicino al punto festone in cui avevamo puntato all'inizio:




Se il filo degli avvolgimenti tende ad ingarbugliarsi, si mette in ordine con l'ago, in modo da ottenere i tre anellini ben allineati.
Se si tira bene il filo viene un bel pippiolino, e potremmo accontentarci. Il pippiolino fatto in questo modo però diventa un po' cicciotto, per snellirlo c'è un sistema che viene comunemente usato nel merletto e nel reticello.
Una volta allineati i tre anellini, non tirati troppo, si infila l'ago nel primo, quello più vicino alla barretta:



E si tira con un movimento deciso verso di sè, si deve sentire un piccolo schiocco, come quando si fa un nodino. Si ottiene questo, che ha l'aspetto abbastanza brutto:



Si tira di nuovo il filo principale (quello che sta sotto al mio pollice) lentamente, in modo che i tre anellini si allineino di nuovo in modo ordinato, poi si punta da sotto nell'ultimo punto festone della barretta:





E si prosegue con altri due punti festone, fino ad arrivare alla barretta a cordoncino



Si passa attraverso la barretta e si prosegue a ricoprire gli altri settori nello stesso modo:
Ecco il cerchio finito, con tutti i pipiolini. Anche a me i primi non sono venuti bellissimi, sono migliorata nei successivi.




QUI come al solito potete scaricare il post in PDF

lunedì 11 luglio 2011

Tutorial: merletto ad ago geometrico (Reticella) parte seconda

Nel precedente post avevamo visto come si prepara il cartoncino che serve da base al merletto geometrico; ora iniziamo a costruire il merletto vero e proprio, partendo dalla struttura portante, cioè contorno e linee rette (diagonali e perpendicolari).
Le linee rette strutturali sono normalmente costituite da tre passaggi di filo ricoperti a cordoncino.

Iniziamo fissando bene il filo (cordonetto n° 60) con un nodo sul rovescio, e un punto fatto sul cartone per fermarlo. Questo passaggio non è strettamente necessario, ma iniziare con un filo ben ancorato facilita il lavoro. Ora usciamo a qualche cm dall'angolo n°1, passiamo sotto al punto d'appoggio d'angolo, e portiamo il filo lungo tutto il contorno passando sotto i punti d'appoggio.



Una volta tornati all'angolo n° 1, ancoriamo il filo a quello d'inizio passandolo sotto il filo e sotto al punto d'appoggio.



Ora tendiamo un filo sulla diagonale 1-3, passando sempre sotto tutti i punti d'appoggio; ancoriamo questo filo sempre passando sotto al filo di contorno e sotto al punto d'appoggio, e torniamo a 1 per la stessa strada. Anche qui ci agganciamo al contorno e torniamo indietro per l'ultima volta.



E' sempre fondamentale ancorare il filo non solo al punto d'appoggio, che verrà tagliato una volta finito il merletto, ma anche al filo del pizzo; se si dimentica, quando si tagliano i punti d'appoggio le due parti saranno staccate.

Arrinati a 3 vediamo che sul tratto 1-3 abbiamo già teso tre fili, quindi possiamo iniziare a ricoprirli a cordoncino, che consiste semplicemente nell'avvolgere il filo intorno a questa barretta.
Ecco come tengo in mano il lavoro:




Passo il filo dal basso verso l'alto, lo tengo fermo con il medio della mano sinistra, inserisco l'ago sotto la barretta, tiro il filo; alla fine stacco il dito medio della sinistra, così il filo si arrotolerà lentamente e si sisteerà bene vicino al precedente. Il cordoncono non dev'essere troppo stretto perchè in vari punti dovremo passarci attraverso con l'ago; i punti devono essere vicini ma non sovrapposti. Se i punti sono troppo stretti le barrette tendono a diventare sinuose, effetto che non è molto bello. Trovo che sia molto più facile fare il cordoncino su un merletto che su un ricamo sulla stoffa.





Una volta arrivati al centro non proseguiamo a ricoprire la seconda parte della diagonale, la ricopriremo per ultima, ci servirà per raggiungere gli anelli concentrici e ultimare il lavoro.
Al centro infiliamo l'ago nella barretta e ci portiamo verso la diagonale 2-4.



Andiamo a 2, torniamo al centro, andiamo a 4, torniamo al centro, andiamo a 2 e siamo pronti per fare il cordoncino nel tratto 2-centro.


Ora sul tratto centro-4 abbiamo solo due fili, quindi ne lanciamo un terzo a 4 e ricopriamo a cordoncino fino al centro.

Cambio del filo: io preferisco, se possibile, cambiare il filo lungo i contorni, non mentre faccio il cordoncino. Arrivata al contorno arrotolo semplicemente il filo vecchio lungo il filo di contorno passando sotto a qualche punto d'appoggio, e faccio la stessa cosa col filo nuovo in direzione opposta, in modo da non creare troppo spessore.




In pratica tutte le barrette sono ricoperte a cordoncino in direzione centripeta, tranne l'uscita, che si fa ovviamente in direzione centrifuga.

Una volta ultimato il cordoncino nel tratto 4-centro siamo pronti per iniziare le barrette perpendicolari, che si costruiscono nello stesso modo di quelle diagonali; tutte le volte che passiamo dal centro per portarci dalla parte opposta infiliamo l'ago nella parte già lavorata.





Alla fine ci dobbiamo trovare col filo al centro e tutte le barrette, diagonali e perpendicolari, ricoperte tranne la via d'uscita, centro-1.

QUI trovate il file PDF da scaricare