sabato 4 settembre 2010

Bottone-spilla

Mia sorella si è comprata una maglia nera, di quelle che andrebbero chiuse con un solo bottone (che non ha) o con una spilla (che non ha). Cosa fare?
Un nuovo bottone-spilla! Eccolo:

Ricamato con la Seta Reale per occhielli, un vero piacere da lavorare!

mercoledì 1 settembre 2010

Ancora a proposito di esposizioni virtuali

A proposito di esposizioni virtuali, vorrei far notare un merletto particolare.


E' il primo merletto della prima pagina della ricerca "per needle lace" nelle collezioni del Victoria and Albert Museum, e si tratta di un merletto fatto con... CAPELLI!!! Proprio capelli umani, come si vede anche dal colore, evidentemente hanno usato capelli di donne bionde, ma ci sono delle sfumature più scure dovuti all'uso di capelli bruni. Per il rilievo, visto che i capelli umani erano troppo sottili (ci credo!!!) hanno usato peli di cavallo. Suppongo della criniera, o forse della coda...
Avevo letto dell'uso dei capelli nel ricamo, ma non avevo mai visto dei merletti fatti con questo materiale, immagino che non fosse facilissimo da lavorare. Se qualcuna ha delle lunghe trecce (o figlie con chiome al vento!) ci può provare!
E se qualcuno vuole sperimentare un filato veramente eccezionale e "fatto in casa", può rivolgersi a questo sito . Si tratta di raccogliere e far filare ...il pelo del proprio cane! Non sarà tanto adatto per merletti ad ago, ma pare sia ottimo per lavori a maglia.

Basta divagazioni, altra segnalazione. Questa volta non si tratta di un museo, ma di una vendita online di merletti. Ci sono pezzi davvero stupendi, come la tovaglia ad Aemilia Ars in prima pagina, presentati con molte fotografie anche dettagliate.
Altra vendita on line di merletti, alcuni abbordabili, al di sotto delle 100 sterline, si trova qui ; le immagini non sono dettagliatissime, ma sufficienti a farsi un'idea.

lunedì 30 agosto 2010

Sperimentazioni estreme

Credo di aver raggiunto il mio limite massimo di sperimentazione. Ho visto sul libro "Lace" di Virginia Churchill Bath dei lavori fatti su lastra di plexiglass, semplicemente avvolgendo dei fili in varie direzioni e costruendoci sopra un merletto. Il mio cervello che ha sempre un'impostazione "pratica", nel senso che tutte le volte che faccio qualcosa la prima domanda che mi pongo è "e poi cosa ne faccio?" ha fatto un salto dal plexiglass ai bracciali rigidi, così me ne sono procurata uno e ho provato a costruirci sopra dei pezzi di merletto.
Ecco il risultato:



Non è stato facilissimo, soprattutto all'inizio, ho capito cosa significa "punto in aria" perchè dovevo costruire i punti su dei fili molto instabili





Ho usato del filo di cotone nero per uncinetto, dello spessore di un perlè n°8 e un filo di poliammide molto lucido leggermente più spesso. L'ho trovato in grossi rocchetti al mercato, credo che sia quello che usano le donne marocchine per decorare i loro vestiti.


sabato 28 agosto 2010

Musei virtuali

Vi ricordate quando, solo pochi anni fa, dovevamo sorbirci lunghi viaggi, per poter ammirare capolavori nei musei? L'invidia nei confronti delle persone che avevano la possibilità di visitarli?
Bene, l'invidia resta, e anche la voglia di vedere i musei dal vivo.
Ora però possiamo approfittare dei musei virtuali, prendere visione di pezzi appartenenti a collezioni che a volte non sono esposte, o lo sono in condizioni di luce  non ottimali, grazie ai musei virtuali. A volte le immagini onlie sono molto dettagliate, e si vedono i dettaglio meglio che dal vivo.
In Italia mi risulta che esista solo il Museo Caprai, visitabile qui.



Quando sono stata a New York ho cercato di visitare la Collezione Ratti, al Metropolitan Museum, ma non è stato possibile, le visite erano solo su appuntamento. Anche la sezione di moda e costume non era accessibile, quindi mi è rimasta la voglia di ammirare le meraviglie che mi erano state descritte. Da qualche tempo è online la Collezione di Moda e Costume del Brooklyn Museum, se ho capito bene è stata donata al Metropolitan. Per molti oggetti c'è un'accurata descrizione, con possibilità di ingrandire le foto fino a vedere i dettagli. Oltre ai merletti, trovo molto interessanti le borse. Segnalo in particolare questo bellissimo collo ad ago. In basso a destra si possono selezionare delle immagini di particolari, ancora ingrandibili, che rendono possibile apprezzare anche i singoli punti. Si tratta di un collo in merletto ad ago, probabilmente eseguito alla fine dell''800, utilizzando e riassemblando dei merletti antichi o fatti in quel periodo su modelli antichi. E' divertente vedere i particolari, si notano dei rilievi che disegnano un cane, in una parte forata c'è una minuscola damina... Un gioiello da osservare con attenzione.



La raccolta  di tessili virtuale più famosa è sicuramente quella del Victoria and Albert Museum di Londra; se si fa una ricerca tra le collezioni per "needlelace" si trova questo : pagine e pagine di merletti, ognuno con descrizione abbastanza dettagliata. Purtroppo in questo caso non è possibile avere degli ingrandimenti sufficienti a cogliere tutti i dettagli della lavorazione.

Altra collezione molto interessante è questa: si tratta di un museo australiano che ospita e mette a disposizione una bellissima collezione di tessili, merletti in particolare; anche in questo caso gli ingrandimenti purtroppo non sono sufficienti a studiare con cura i singoli pezzi. Dalla homepage del sito del museo si può anche scaricare un interessante documento che propone un sistema di classificazione dei merletti.

Quando riusciremo in Italia a digitalizzare e mettere a disposizione il nostro bellissimo patrimonio tessile, che in buona parte è conservato in magazzini inaccessibili?

giovedì 19 agosto 2010

Tutorial: "bottoni" ricoperti di tessuto

Mi piacciono i bottoni, soprattutto se strani e personalizzati; da tempo cercavo il modo di farli utilizzando dei ricami o dei merletti, così mi sono inventata una tecnica che prevede l'uso di materiali molto facili da reperire, visto che non riuscivo a trovare l'occorrente per fare i "veri" bottoni ricoperti.
Uso lo stesso metodo anche per confezionare delle spille, cambiando solo rifinitura del retro.
Il mio merlettino "Sun" l'ho montato a spilla, ecco il risultato:


Cerco di spiegare il procedimento?




Materiale occorrente:
- anello di plastica per tenda della misura desiderata. Ho provato con anelli di 3 o 4 cm di diametro, penso che si possano usare anche quelli più piccoli, è difficile trovare un ricamo di dimensioni adeguate.
questo è il primo bottone che ho fatto (la mamma di tutti i bottoni) e ha un diametro di 3 cm, gli altri di 4.


- Per la copertura superiore: un cerchio di stoffa con eventuale merletto o ricamo applicato con diametro circa 2.5 volte quello dell'anello (per anello di 4 cm, stoffa di 10 cm)
- per il retro cerchio di stoffa (non troppo pesante) con diametro circa 2 volte quello dell'anello
- un po' di ovatta da imbottitura
- un cerchio di materiale rigido delle dimensioni dell'anello, per costruire il retro del bottone. Potrebbe essere di cartoncino, ma non è lavabile; io uso una lastra radiografica, si può anche usare la plastica delle vaschette da gastronomia o simili
- penna evanescente (non è indispensabile, ma è tanto comoda
-ago e filo.

Come si procede:
Parte superiore: delimitare con la penna evanescente o con imbastitura (più comoda perchè si vede al diritto e al rovescio) la parte da decorare, delle dimensioni dell'anello. Ricamare, attaccare merletti, dipingere...
Fare un’imbastitura col filo resistente a circa metà strada tra il contorno del ricamo e il contorno esterno. Fare un’imbastitura anche a circa 2 cm dal contorno del cerchio che si usa per il retro. Sarebbe bene iniziare con un grosso nodo che si lascia sul retro, e terminare col filo sul diritto del lavoro, senza tagliare.



Mettere il ricamo col rovescio verso l’altro, disporre sopra l’anello, centrandolo bene, mettere un po’ di ovatta al centro dell’anello.






Tirare il filo dell’arricciatura facendo in modo che l’anello non si sposti, e piegare i bordi esterni della stoffa al centro dell’arricciatura (aumentano l’imbottitura). Tirare ancora bene il filo in modo da ottenere un retro il  più possibile piatto, poi fermarlo con piccoli punti indietro nelle varie direzioni.


Retro: centrare la lastra fotografica o il cartoncino sul cerchio di stoffa e tirare l’imbastitura come si è fatto con la parte anteriore; in questo caso non si devono ripiegare i bordi all’interno. L’operazione viene più semplice se si usa una stoffa un po’ leggera, tipo cotonina.



Ecco la parte anteriore e quella posteriore finite:


Unire il retro con la parte anteriore con dei punti nascosti ravvicinati.


Se si vuole utilizzare come bottone si può fare sul retro un’asola ricoperta a punto festone.


 In alternativa si può cucire un fermaglio ed usarlo come spilla.

Questo è il risultato finale:



E questa è parte della mia produzione:


Fatemi sapere se trovate degli errori o cose poco chiare, e se provate a fare dei bottoni, mandatemi una foto!

venerdì 13 agosto 2010

Sono tornata!

Eccomi di ritorno da un bellissimo viaggio archeologicao in Scozia.

Belle città




spiagge




 
panorami
 

 
e gli immancabili castelli
 



Non ho trovato nulla di inerente a ricamo e merletti, ma ho saputo che il Blair Castle ospita una bella collezione di ricami e merletti. Purtroppo non sono riuscita a visitarlo, sarà per la prossima volta







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sabato 31 luglio 2010

Andiamo un po' avanti


Il reticello, forma di merletto relativamente semplice, si diffonde in tutta Italia, viene prodotto con poche varianti sia per ornare capi d'abbigliamento sia per la biancheria da casa, naturalmente nelle case dei ricchi, non solo nobili, che proprio nel '500 conoscono grande fortuna.

Dal merletto ad ago geometrico al punto in aria (non geometrico) il passo è breve, basta non porre limiti alla fantasia, uscire dagli schemi e usare ago e filo come se fossero una matita, che disegna nell'aria.
Nasce così quello che è universalmente conosciuto come Pizzo ad ago Veneziano, con la sua sontuosità e tutte le varianti.


Punto in aria

I disegni di questo merletto si ispirano alla natura, ma non sono mai realistici, come dimostrano i pezzi a noi pervenuti e i libri di modelli che cominciarono a divulgarsi in quel periodo, negli ultimi decenni del XIV secolo.
Si distinguono diversi stili: il Punto di Venezia, che presenta disegni ramificati che ricordano un po' i coralli o i licheni:
Punto Venezia

La forma più caratteristica e più conosciuta è il Punto Tagliato  o Punto tagliato a fogliami, quello che in francia si chiama Gros Point de Venise. Il nome Punto Tagliato incuriosisce, perchè non pare pertinente, ma sembra derivare dal dialetto, e significa Punto INtagliato, come se fosse un bassorilievo. Se si esaminano questi merletti con una luce tangente si può apprezzare appieno l'effetto di rilievo dato dalle imbottiture, che ricordano delle sculture in avorio.




Il merletto di Venezia viene considerato oggetto di gran lusso, molto costoso. Non lo producono più solo le dame di corte, che lo consideravano un raffinato passatempo, ma viene eseguito anche dalle popolane, che lo vendono per ricavarne mezzi di sostentamento. L'arte del merletto diventa una voce importante nell'economia della città.


Tutte le fotografie di questo post e del precedente (tranne l'ultima) sono tratte dal libro di Elisa Ricci "Old Italian Lace" Vol 1