Vogliamo finire il nostro quadretto-sampler?
Eravamo arrivati circa alla metà, dopo aver fatto il primo punto traforato, che abbiamo deciso di chiamare punto traforato semplice, eravamo tornati a lavorare il punto festone imbottito.
Questa è la prima riga dopo il punto traforato. Ne facciamo altre due:
Ora proviamo un altro punto traforato, lavoriamo due punti e ne saltiamo due; nel giro successivo facciamo due punti nello spazio vuoto, a scacchiera.
Facciamo quattro righe di questo punto, ecco come si presenta:
Come si vede, al centro tende a "salire un po' rispetto ai lati, questo effetto veerà annullato quando si chiuderà il lavoro in basso.
Ora ritorniamo a lavorare a punto festone imbottito, dobbiamo fare tre punti nello spazio vuoto e un punto tra i due punti festone. In questo modo si mantiene lo stesso numero di punti dell'inizio. Visto che quando si imposta il lavoro si saltano solo due punti, verrebbe in mente di farne due anche nello spazio vuoto, ma poichè tra i due punti festone c'è posto solo per un punto, se ne devono fare tre nello spazio, altrimenti rimangono pochi punti e il lavoro resta tirato. (Non so se sono riuscita a spiegarmi, lavorando si capisce subito)
Facciamo ancora una riga di punto festone e otteniamo questo:
Come si vede, sul fondo resta ancora un po' di spazio, però è meglio chiudere qui, in modo che, fissando i punti al fondo, si tira un po' il lavoro e si aprono bene i buchini dei punti traforati.
Fissare i punti al fondo è semplicissimo, si fa un sopraggitto, entrando in tutte le costine del punto festone.
Si prosegue per tutta l'ultima riga.
Qui si vede la differenza tra la prima parte, già fissata, e il resto. I punti traforati sono messi in risalto dopo la chiusura.
Ed ecco il lavoro finito!
E come sempre, QUI si può scaricare il tutorial in PDF
domenica 13 febbraio 2011
domenica 6 febbraio 2011
Tutorial: tecnica del merletto ad ago parte quarta: altro punto, cambio del filo
Abbiamo imparato come si fa il punto base, e mi è venuto in mente che non ne conosco il nome. In italiano non c'è un nome per i punti del merletto ad ago. Incredibile. Ci sono i nomi in dialetto veneziano, dei punti tipici di quel merletto, sempre varianti del punto festone, ma di questo punto, festone con un filo-guida, io non ho trovato il nome. Possiamo chiamarlo festone imbottito, giusto per capirci?
Eravamo arrivati più o meno qui:
Seconda riga di punti: per mantenere i punti regolari e regolarne la tensione, si ferma il filo col pollice sinistro, si fa il punto, si inizia a tirare il filo, e solo alla fine si lascia il filo tenuto dal pollice, tirando lentamente, in modo che il punto si allinei bene al precedente. Chi ha ricamato a punto festone, per esempio nel ricamo a intaglio, sa istintivamente come fare. Trovo che lavorando da destra a sinistra questo movimento venga piàù semplice.
Viene meglio se si lavora con calma, lentamente. Per questo è un modo perfetto per rilassarsi
Nella foto sopra vediamo la fine della seconda riga: i punti hanno l'aspetto più regolare rispetto alla precedente, dove erano un po' raggruppati a causa della presenza dei punti di imbastitura del contorno. A questo punto si tira di nuovo il filo verso destra, si allaccia girando due volte al contorno, e si fa la terza riga, sempre da destra a sinistra.
Ora abbiamo finito la terza riga di punti, abbiamo imparato come si fa, possiamo passare ad un punto più traforato. Il merletto è fatto di parti piene e traforate, se fosse tutto pieno non sarebbe un merletto!
I trafori più semplici, ma anche quelli più usati, sono costituiti semplicemente da punti uguali a quelli delle parti piene, ma distanziati. Tutto qui. Semplicissimo da dire e da fare. Sono fatti in questo modo i capolavori del passato che ammiriamo nei musei.
Facciamo quindi lo stesso punto, ma saltando una costina del giro precedente. Si fa un puno normale, si salta un punto, si fa un punto normale. Alla fine della riga avremo lavorato la metà dei punti della riga precedente.
Ecco come viene:
Ora il filo scarseggia, dobbiamo cambiare gugliata. Non è impossibile cambiare filo a metà riga, nei lavori con righe molto lunghe sarebbe impossibile non farlo, ma se si fa all'inizio o alla fine della riga siamo sicuri che sia invisibile. Il filo è sufficiente se è almeno tre-quattro volte (meglio quattro) la lunghezza della riga. Dipende se facciamo un punto molto traforato o molto compatto.
Portiamo semplicemente il filo a destra, visto che ne abbiamo a sufficienza, e lo avvolgiamo al margine esterno, verso l'alto.
Ora prendiamo la nuova gugliata e la assicuriamo sempre avvolgendola al contorno, questa volta nella parte bessa, non ancora lavorata, in modo da non creare troppo spessore sul contorno; una volta finito il merletto, il contorno verrà comunque ricoperto a punto festone imbottito, quindi questo piccolo spessore non darà molto fastidio.
Riprendiamo a lavorare, sempre con questo punto festone distanziato. Vogliamo chiamarlo punto festone imbottito distanziato semplice? Il nome è un po' lungo, ma mi sembra chiaro e comprensibile a tutti. Per semplificare potremmo chiamarlo "Punto traforato semplice"
Nella seconda riga lavoreremo un punto in ogni spazio tra i punti della riga precedente, che erano già spaziati.
E' un po' come lavorare a uncinetto; il punto festone pieno è come il punto basso, questo distanziato è come il punto basso intercalato da una catenella, e nel giro successivo si lavora un punto basso e una catenella, facendo il punto basso nello spazio tra i due punti bassi del giro precedente.
Sembra un delirio? Forse lo è, ma il merletto ad ago ha molte analogie con l'uncinetto: gli aumenti, le diminuzioni, i buchi vari sono fatti con gli stessi principi; chi è abituata a lavorare all'uncinetto è molto avvantaggiata.
Ecco come si lavora la seconda riga:
E se, dopo qualche riga bucata vogliamo tornare al punto "pieno"? Si ricomincia a lavorare due punti festone nello spazio tra i due punti del giro precedente.
Ecco il lavoro dopo tre righe di punto traforato e una di punto "pieno":
QUI trovate la versione PDF da scaricare
E per finire, ecco i mini-iris fioriti sul mio tavolo da lavoro:

Eravamo arrivati più o meno qui:
Seconda riga di punti: per mantenere i punti regolari e regolarne la tensione, si ferma il filo col pollice sinistro, si fa il punto, si inizia a tirare il filo, e solo alla fine si lascia il filo tenuto dal pollice, tirando lentamente, in modo che il punto si allinei bene al precedente. Chi ha ricamato a punto festone, per esempio nel ricamo a intaglio, sa istintivamente come fare. Trovo che lavorando da destra a sinistra questo movimento venga piàù semplice.
Viene meglio se si lavora con calma, lentamente. Per questo è un modo perfetto per rilassarsi
Nella foto sopra vediamo la fine della seconda riga: i punti hanno l'aspetto più regolare rispetto alla precedente, dove erano un po' raggruppati a causa della presenza dei punti di imbastitura del contorno. A questo punto si tira di nuovo il filo verso destra, si allaccia girando due volte al contorno, e si fa la terza riga, sempre da destra a sinistra.
Ora abbiamo finito la terza riga di punti, abbiamo imparato come si fa, possiamo passare ad un punto più traforato. Il merletto è fatto di parti piene e traforate, se fosse tutto pieno non sarebbe un merletto!
I trafori più semplici, ma anche quelli più usati, sono costituiti semplicemente da punti uguali a quelli delle parti piene, ma distanziati. Tutto qui. Semplicissimo da dire e da fare. Sono fatti in questo modo i capolavori del passato che ammiriamo nei musei.
Facciamo quindi lo stesso punto, ma saltando una costina del giro precedente. Si fa un puno normale, si salta un punto, si fa un punto normale. Alla fine della riga avremo lavorato la metà dei punti della riga precedente.
Ecco come viene:
Ora il filo scarseggia, dobbiamo cambiare gugliata. Non è impossibile cambiare filo a metà riga, nei lavori con righe molto lunghe sarebbe impossibile non farlo, ma se si fa all'inizio o alla fine della riga siamo sicuri che sia invisibile. Il filo è sufficiente se è almeno tre-quattro volte (meglio quattro) la lunghezza della riga. Dipende se facciamo un punto molto traforato o molto compatto.
Portiamo semplicemente il filo a destra, visto che ne abbiamo a sufficienza, e lo avvolgiamo al margine esterno, verso l'alto.
Ora prendiamo la nuova gugliata e la assicuriamo sempre avvolgendola al contorno, questa volta nella parte bessa, non ancora lavorata, in modo da non creare troppo spessore sul contorno; una volta finito il merletto, il contorno verrà comunque ricoperto a punto festone imbottito, quindi questo piccolo spessore non darà molto fastidio.
Riprendiamo a lavorare, sempre con questo punto festone distanziato. Vogliamo chiamarlo punto festone imbottito distanziato semplice? Il nome è un po' lungo, ma mi sembra chiaro e comprensibile a tutti. Per semplificare potremmo chiamarlo "Punto traforato semplice"
Nella seconda riga lavoreremo un punto in ogni spazio tra i punti della riga precedente, che erano già spaziati.
E' un po' come lavorare a uncinetto; il punto festone pieno è come il punto basso, questo distanziato è come il punto basso intercalato da una catenella, e nel giro successivo si lavora un punto basso e una catenella, facendo il punto basso nello spazio tra i due punti bassi del giro precedente.
Sembra un delirio? Forse lo è, ma il merletto ad ago ha molte analogie con l'uncinetto: gli aumenti, le diminuzioni, i buchi vari sono fatti con gli stessi principi; chi è abituata a lavorare all'uncinetto è molto avvantaggiata.
Ecco come si lavora la seconda riga:
E se, dopo qualche riga bucata vogliamo tornare al punto "pieno"? Si ricomincia a lavorare due punti festone nello spazio tra i due punti del giro precedente.
| Foto bruttissima, ma mi sembrava importante |
Ecco il lavoro dopo tre righe di punto traforato e una di punto "pieno":
QUI trovate la versione PDF da scaricare
E per finire, ecco i mini-iris fioriti sul mio tavolo da lavoro:
giovedì 27 gennaio 2011
Tutorial: tecnica del merletto ad ago parte terza: il punto.
Nel post precedente avevamo visto come eseguire il tracciato di base, sul quale si costruisce il merletto.
Ora non ci resta che cominciare.
La prima cosa da decidere in che verso si vuole lavorare, se da sinistra a destra (come si esegue il punto festone nel ricamo) o da destra a sinistra. All'inizio, per abitudine, ero propensa a farlo da sinistra a destra, ma quando ho provato a lavorare nel verso contrario (al corso di merletto veneziano di Rimini) mi sono resa conto che viene molto più naturale. Lavorando da destra a sinistra, con la mano sinistra si può sistemare il filo-guida, se si usa , e si regola anche meglio la tensione del punto.
Ogni tipo di merletto ha le sue consuetudini; nell'aemilia ars si lavora da sinistra a destra, nel merletto veneziano da destra a sinistra; le francesi lavorano da sinistra a destra ma con l'ago che punta verso l'esterno, non verso di sè (posizione scomodissima, che equivale come effetto a lavorare da destra a sinistra), le inglesi preferiscono lavorare da sinistra a destra. Il risultato finale non è molto diverso, ma alcuni punti sono molto più agevoli se eseguiti nel verso giusto.
Nei miei esempi lavorerò da destra a sinistra.
Si ferma il filo in alto a sinistra:
Si fissa lungo la parte superiore del lavoro fino all'angolo, poi si scende con un avvolgimento nella parte verticale del contorno:
Una volta fissato il filo, si porta verso destra e si fissa al contorno verticale di destra, in modo che resti teso. Questo sarà il filo d'imbottitura del primo giro di punto festone.
Si fissa meglio il filo arrotolandolo ancora una volta lungo il contorno, così si scende un pochino, all'altezza in cui si vuole trovare la costina del primo giro di punto festone.
Questo è il modo in cui si tiene il lavoro in mano. Per lavori più grandi è molto comodo usare un cuscino-tombolo su cui appoggiarsi, in modo da avere anche la mano sinistra libera.
Si inizia così a fare il primo punto festone, infilando l'ago sotto il contorno, sotto il filo d'imbottitura e sopra il filo che lavora. E' più difficile da spiegare che da fare.
Si tira il filo lentamente, in modo da creare un punto festone non troppo stretto.
Si procede allo stesso modo col secondo punto
E per tutta la riga.
I punti devono essere accostati, senza spazi tra l'uno e l'altro, ma non stretti, nel giro successivo bisognerà puntare nella costina tra un punto e l'altro, se è troppo stretta diventa difficile e si deforma il lavoro.
Non è facilissimo distanziare in modo regolare i punti della prima riga perchè il filo di contorno è interrotto dai punti di imbastitura che lo fissano. E' importante, in questa fase, riuscire a mentenere costante la grandezza della costina; è questo che conferirà regolarità ai punti nelle righe successive.
Una volta arrivati in fondo, si avvolge di nuovo il filo due volte intorno al filo di contorno
e si tende il filo d'imbottitura verso destra
Si avvolge una seconda volta sul contorno
E si riparte con i punti festone eseguiti puntando nella costina orizzontale dei punti della riga precedente
Si continua in questo modo fino a riempire tutto lo spazio.
Questo è il punto di base più semplice e facile da eseguire, di solito si combina con varianti traforate che vedremo prossimamente.
QUI si può scaricare la versione PDF di questo post
Ora non ci resta che cominciare.
La prima cosa da decidere in che verso si vuole lavorare, se da sinistra a destra (come si esegue il punto festone nel ricamo) o da destra a sinistra. All'inizio, per abitudine, ero propensa a farlo da sinistra a destra, ma quando ho provato a lavorare nel verso contrario (al corso di merletto veneziano di Rimini) mi sono resa conto che viene molto più naturale. Lavorando da destra a sinistra, con la mano sinistra si può sistemare il filo-guida, se si usa , e si regola anche meglio la tensione del punto.
Ogni tipo di merletto ha le sue consuetudini; nell'aemilia ars si lavora da sinistra a destra, nel merletto veneziano da destra a sinistra; le francesi lavorano da sinistra a destra ma con l'ago che punta verso l'esterno, non verso di sè (posizione scomodissima, che equivale come effetto a lavorare da destra a sinistra), le inglesi preferiscono lavorare da sinistra a destra. Il risultato finale non è molto diverso, ma alcuni punti sono molto più agevoli se eseguiti nel verso giusto.
Nei miei esempi lavorerò da destra a sinistra.
Si ferma il filo in alto a sinistra:
Si fissa lungo la parte superiore del lavoro fino all'angolo, poi si scende con un avvolgimento nella parte verticale del contorno:
Una volta fissato il filo, si porta verso destra e si fissa al contorno verticale di destra, in modo che resti teso. Questo sarà il filo d'imbottitura del primo giro di punto festone.
Si fissa meglio il filo arrotolandolo ancora una volta lungo il contorno, così si scende un pochino, all'altezza in cui si vuole trovare la costina del primo giro di punto festone.
Questo è il modo in cui si tiene il lavoro in mano. Per lavori più grandi è molto comodo usare un cuscino-tombolo su cui appoggiarsi, in modo da avere anche la mano sinistra libera.
Si inizia così a fare il primo punto festone, infilando l'ago sotto il contorno, sotto il filo d'imbottitura e sopra il filo che lavora. E' più difficile da spiegare che da fare.
Si tira il filo lentamente, in modo da creare un punto festone non troppo stretto.
Si procede allo stesso modo col secondo punto
E per tutta la riga.
I punti devono essere accostati, senza spazi tra l'uno e l'altro, ma non stretti, nel giro successivo bisognerà puntare nella costina tra un punto e l'altro, se è troppo stretta diventa difficile e si deforma il lavoro.
Non è facilissimo distanziare in modo regolare i punti della prima riga perchè il filo di contorno è interrotto dai punti di imbastitura che lo fissano. E' importante, in questa fase, riuscire a mentenere costante la grandezza della costina; è questo che conferirà regolarità ai punti nelle righe successive.
Una volta arrivati in fondo, si avvolge di nuovo il filo due volte intorno al filo di contorno
e si tende il filo d'imbottitura verso destra
Si avvolge una seconda volta sul contorno
E si riparte con i punti festone eseguiti puntando nella costina orizzontale dei punti della riga precedente
Si continua in questo modo fino a riempire tutto lo spazio.
Questo è il punto di base più semplice e facile da eseguire, di solito si combina con varianti traforate che vedremo prossimamente.
QUI si può scaricare la versione PDF di questo post
mercoledì 19 gennaio 2011
Tutorial: tecnica del merletto ad ago. Parte seconda: l'inizio.
Nel post precedente avevo spiegato come preparo il cartone, cioè la base del merletto.
Ora dobbiamo stendere un filo sul contorno, sarà quello su cui ci attaccheremo durante la lavorazione del merletto, in pratica sostituisce la stoffa su cui si lavorano gli sfilati e il reticello.
Il sistema che uso è un po' particolare, richiede una preparazione leggermente più lunga ma poi consente di lavorare velocemente e con precisione.
Io pratico dei fori lungo il contorno, a una distanza di 2 - 3 mm. Uso il mio magico perforatore che avevo mostrato nell'articolo sugli strumenti di lavoro, ma può essere sostituito da un ago, solo che l'operazione divente un po' faticosa e dolorosa per le dita.
Sui libri quest'operazione non è mai raccomandata, perforano direttamente il cartone con l'ago e il filo, mentre posano il filo del tracciato. Io ho provato a saltare questo passaggio, ma impiego molto tempo a capire dove bucare quando vado dal rovescio al diritto, e non riesco ad essere così precisa.
Il filo di contorno viene solo appoggiato sul cartone, tenuto da una serie di punti eseguiti nei buchini che abbiamo fatto.
Per il merletto ho deciso di usare il retors d'Alsace n° 12, lo fermerò con un filo da cucire; di solito cerco di usare filo di colore simile a quello del merletto perchè quando si rimuove, alla fine del lavoro, possono restare dei peletti che sono antiestetici se di colore contrastante. Questa volta uso un filo bianco, per rendere visibili i punti.
Fisso bene il filo da cucire sul rovescio, con un nodo all'imbastitura che ferma gli strati di cartone, poi esco sul diritto.
Per il contorno di solito si usa un filo messo doppio, devo quindi avere un pezzo di filo rosa di lunghezza pari al doppio del contorno. Come si vede dalla foto in alto, lo piego in due e formo un cappio all'interno del quale passo l'ago col filo da cucire.
Tiro il filo e fermo il cappio con un puntino fatto rientrando nello stesso buco.
Tiro il filo da cucire sul rovescio ed ecco che il mio cappio è fermo, e posso iniziare e stendere il contorno.
Giro il cartone sul rovescio, così vedo dove devo infilare l'ago e velocizzo il lavoro
Esco sul diritto e rientro nello stesso buchino, "abbracciando il filo del tracciato che resterà fermato da un secondo punto.
Proseguo in questo modo lungo tutto il contorno. Il filo dev'essere appoggiato regolarmente, non dev'essere troppo tirato dai punti, e soprattutto non si deve mai passare sul rovescio (succede se si tirano proprio tanto i punti fatti col filo da cucire). Se succedesse verrebbe tagliato con l'imbastitura alla fine, quando si toglie il pizzo dal cartone, e il lavoro non terrebbe insieme.
Ecco come si presenta il filo del tracciato:
Ecco il contorno finito:
A questo punto bisogna ancorare bene la parte terminale a quella iniziale.
Con un piccolo uncinetto si fanno passare i due fili della parte terminale nel cappio della parte iniziale
Lo stesso risultato si ottiene infilando i due fili in un ago e facendoli passare nel cappio, ho usato l'uncinetto per darmi un po' di tono ;-)
L'effetto finale è questo:
Ora rimangono da fissare le due codine di filo per qualche cm; una verrà sovrapposta alla parte iniziale e l'altra girata indietro su quella finale, in modo da non creare troppo spessore, e vengono fissate con alcuni punti fatti sopra i precedenti dell'imbottitura.
Io che sono un po' ansiosa e ho sempre paura di disfare tutto a questo punto passo le codine del tracciato sul rovescio e le taglio lasciandone qualche cm, ma credo che, una volta fermate per qualche cm sui due lati si potrebbero anche tagliare sul diritto.
Questo è il contorno pronto per iniziare il merletto
Le merlettaie vere, quelle di Burano, usano un sistema molto più rapido: fanno il contorno con un punto lungo con la macchina da cucire, e avvolgono su questo il filo del tracciato. Le mie abilità con la macchina da cucire non sono tali da poter seguire dei contorni complessi con precisione, quindi preferisco utilizzare questo metodo antico, che usano in Francia, Belgio e Inghilterra.
Anche i materiali sono diversi: utilizzano più strati di carta paglia sui quali appoggiano il disegno, tracciato al rovescio su della carta da lucido.
QUI si può scaricare la versione PDF del tutorial
Ora dobbiamo stendere un filo sul contorno, sarà quello su cui ci attaccheremo durante la lavorazione del merletto, in pratica sostituisce la stoffa su cui si lavorano gli sfilati e il reticello.
Il sistema che uso è un po' particolare, richiede una preparazione leggermente più lunga ma poi consente di lavorare velocemente e con precisione.
Io pratico dei fori lungo il contorno, a una distanza di 2 - 3 mm. Uso il mio magico perforatore che avevo mostrato nell'articolo sugli strumenti di lavoro, ma può essere sostituito da un ago, solo che l'operazione divente un po' faticosa e dolorosa per le dita.
Sui libri quest'operazione non è mai raccomandata, perforano direttamente il cartone con l'ago e il filo, mentre posano il filo del tracciato. Io ho provato a saltare questo passaggio, ma impiego molto tempo a capire dove bucare quando vado dal rovescio al diritto, e non riesco ad essere così precisa.
| Scusate la scarsa qualità dell'immagine |
Per il merletto ho deciso di usare il retors d'Alsace n° 12, lo fermerò con un filo da cucire; di solito cerco di usare filo di colore simile a quello del merletto perchè quando si rimuove, alla fine del lavoro, possono restare dei peletti che sono antiestetici se di colore contrastante. Questa volta uso un filo bianco, per rendere visibili i punti.
Fisso bene il filo da cucire sul rovescio, con un nodo all'imbastitura che ferma gli strati di cartone, poi esco sul diritto.
Per il contorno di solito si usa un filo messo doppio, devo quindi avere un pezzo di filo rosa di lunghezza pari al doppio del contorno. Come si vede dalla foto in alto, lo piego in due e formo un cappio all'interno del quale passo l'ago col filo da cucire.
Tiro il filo e fermo il cappio con un puntino fatto rientrando nello stesso buco.
Tiro il filo da cucire sul rovescio ed ecco che il mio cappio è fermo, e posso iniziare e stendere il contorno.
Giro il cartone sul rovescio, così vedo dove devo infilare l'ago e velocizzo il lavoro
Esco sul diritto e rientro nello stesso buchino, "abbracciando il filo del tracciato che resterà fermato da un secondo punto.
Proseguo in questo modo lungo tutto il contorno. Il filo dev'essere appoggiato regolarmente, non dev'essere troppo tirato dai punti, e soprattutto non si deve mai passare sul rovescio (succede se si tirano proprio tanto i punti fatti col filo da cucire). Se succedesse verrebbe tagliato con l'imbastitura alla fine, quando si toglie il pizzo dal cartone, e il lavoro non terrebbe insieme.
Ecco come si presenta il filo del tracciato:
Ecco il contorno finito:
A questo punto bisogna ancorare bene la parte terminale a quella iniziale.
Con un piccolo uncinetto si fanno passare i due fili della parte terminale nel cappio della parte iniziale
Lo stesso risultato si ottiene infilando i due fili in un ago e facendoli passare nel cappio, ho usato l'uncinetto per darmi un po' di tono ;-)
L'effetto finale è questo:
Ora rimangono da fissare le due codine di filo per qualche cm; una verrà sovrapposta alla parte iniziale e l'altra girata indietro su quella finale, in modo da non creare troppo spessore, e vengono fissate con alcuni punti fatti sopra i precedenti dell'imbottitura.
Io che sono un po' ansiosa e ho sempre paura di disfare tutto a questo punto passo le codine del tracciato sul rovescio e le taglio lasciandone qualche cm, ma credo che, una volta fermate per qualche cm sui due lati si potrebbero anche tagliare sul diritto.
Questo è il contorno pronto per iniziare il merletto
Le merlettaie vere, quelle di Burano, usano un sistema molto più rapido: fanno il contorno con un punto lungo con la macchina da cucire, e avvolgono su questo il filo del tracciato. Le mie abilità con la macchina da cucire non sono tali da poter seguire dei contorni complessi con precisione, quindi preferisco utilizzare questo metodo antico, che usano in Francia, Belgio e Inghilterra.
Anche i materiali sono diversi: utilizzano più strati di carta paglia sui quali appoggiano il disegno, tracciato al rovescio su della carta da lucido.
QUI si può scaricare la versione PDF del tutorial
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