venerdì 17 aprile 2015

Arte vera e gentile

La scorsa settimana, grazie all'efficientissima organizzazione di Jeanine, sono stata al Museo del Tessuto di Prato a visitare la mostra Arte vera e gentile.
Il Museo del Tessuto, che io non conoscevo, è ospitato nell'antica fabbrica di tessuti Campolmi, una collocazione insolita e particolarmente suggestiva. Si raggiunge con una breve passeggiata dalla stazione e permette di vedere, oltre alle mostre temporanee, alcune delle macchine utilizzate in passato per la produzione di tessuti. Memorabile un monumentale telaio.
 
La mostra, visitabile fino al 31 agosto, presenta alcuni dei numerosissimi pezzi della collezione della contessa Antonia Ponti Suardi (1860-1938) che il museo ha acquisito e ha sottoposto ad un complicato processo conservativo.
La contessa Suardi, nei primi decenni del '900, fu una delle sostenitrici delle Industrie Femminili Italiane, fondatrice e delegata del Comitato di Bergamo, da lei denominato Ars Orobiae.
Come altre nobildonne in quegli anni, fondò una Scuola che aveva l'obiettivo di preservare le raffinate tecniche di ricamo e merletto e, nello stesso tempo, favorire l'emancipazione di molte donne, fornendo loro la possibilità di provvedere al proprio sostentamento con un lavoro a domicilio, sotto la sua direzione personale.
La vasta collezione di manufatti anche antichi della contessa era messa a disposizione della Scuola, per permettere di imparare le tecniche su pezzi reali. Si trovano pertanto anche dei pezzi tagliati, per consentirne la fruizione a diverse persone.
 
La mostra presenta anche dei modellari, dei campionari della scuola e libri di conti, ricevute e ordinazioni.
 
Come sempre nelle collezioni di tessili, l'illuminazione era scarsa, per cui era particolarmente difficile ottenere delle foto dignitose, pubblico quelle più presentabili:
 
Un imparaticcio di retini:
Un cuscino a intaglio geometrico (scusate la qualità della foto, ma mi sembrava che valesse la pena di pubblicarlo perché molto particolare)
 
Pezzi di reticello e bordo in merletto ad ago veneziano del 1680 circa, in lino
 
Punto tagliato su lino con inserti ad ago, del XVII sec., proveniente dalla Grecia:
 
Punto tagliato figurativo:
Magnifico trapunto in seta:
 
E molto altro ancora.
 
Poi Firenze, che riserva sempre delle sorprese, come la Scuola del Cuoio, accanto alla chiesa di S Croce:
e sistemazione alberghiera ottimale, con tanto di giardino:
 
Una vacanza perfetta!
 
 
 
 
 

5 commenti:

  1. Merçi du beau réportage magnifique broderies bonne journée Marie-Claire

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  2. Come al solito Silvia, sei insuperabile nel descrivere e presentare i manufatti e nel farci partecipare la tua magica sensazione. Grazie. Un abbraccio.
    Ombretta

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  3. Anna Castagnetti18 aprile 2015 21:49

    Grazie del resoconto!

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  4. Che cose preziose! Veri gioielli!!! Grazie Sivia che ci fai sognare!

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  5. Che bello, Silvia! Grazie del post.
    Avrei voluto venire anch'io alla gita, ma alla fine ho scelto l'incontro a Verona perchè era più vicino.
    Il museo però sembra bellissimo, prima o poi lo dovrò vedere!

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