lunedì 24 agosto 2015

Mostra a Palazzo Madama


Come avevo anticipato nel precedente post, sono andata a vedere la mostra "Lino, lana, seta e oro" a Palazzo Madama
Dico subito che l'ho trovata veramente molto bella, originale e ben allestita. La presentazione dei vari media ha posto l'accento sulla presenza di abiti di alta moda con ricami in paillettes e pietre, in particolare su quello di Versace, ma in realtà l'interesse della mostra, secondo me, è rappresentato soprattutto dalla varietà dei tessili presentati, e soprattutto dalla loro antichità. Non è facile trovare esposti dei pezzi dal 1400 al 1600 in perfetto stato.
L'allestimento è, come sempre per le mostre di tessili, nella sala atelier dell'ultimo piano, appositamente climatizzata e con luce schermata, in modo da non danneggiare i preziosi tessuti.
Difficile descrivere a parole i pezzi esposti.
Molto interessante un telo di grandi dimensioni, un paliotto d'altare del primo quarto del '400, proveniente dalla Svizzera tedesca. Raffigura la morte della Vergine, la didascalia di accompagnamento definisce il ricamo "ricamo in lino Svizzero" tipico dei monasteri benedettini femminili di quella zona. In origine il ricamo era colorato, ma i pigmenti si sono persi quasi completamente.
 
Mi ha colpito molto la tecnica di ricamo utilizzata. A me le parti in rilievo sembrano lavorate in punto festone doppio (il saccola del merletto veneziano) in combinazioni varie, eseguito attaccandosi nel tessuto solo ai margini.
Forse la mia interpretazione è troppo fantasiosa, ma ho provato a fare un campione di questi punti, e mi sembra abbastanza plausibile:
 
Non avevo mai visto questa lavorazione; per sapere se le mie congetture sono esatte bisognerebbe poter vedere il rovescio del lavoro. Mi domando se si possa trattare di un "antenato" del merletto ad ago.
 
Altro pezzo particolare: una pianeta in lino bianco (seconda metà del '600) completamente ricamata a intaglio con rilievi, rete e nodini, applicata su fondo di seta rosa, che sembra un'imitazione del Gros Point de Venise.
Nella presentazione della mostra, sul sito di Palazzo Madama (purtroppo negli ultimi giorni funziona un po' a singhiozzo), viene menzionato un libro di modelli della prima metà del '500, oggetto che mi emoziona sempre, ma spesso è frustrante poter vedere solo due pagine sottovetro. In questo caso invece, i curatori della mostra si sono premurati di esporre vicino al libro un tablet con la scansione di tutte le pagine in successione. Libro bellissimo, speriamo che a qualcuno venga in mente di pubblicarlo.
Molto intelligente l'idea di esporre due parti di un bordo, una al diritto l'altra al rovescio. Sembra un ricamo a punto scritto, invece, vedendo il retro, si capisce che è fatto a punto indietro:
 
Con la stessa attenzione sono esposti vestiti e accessori (bellissimo cappello a Trapunto, un abito maschile del '700 e molto altro) in vetrine con retro a specchio, che permette di osservare i pezzi in tutta la loro bellezza.
 
Una grande vetrina è dedicata ad esposizione di oggetti per il ricamo e cucito, porta aghi finemente scolpiti e intarsiati, una scatola interamente ricamata in filo d'argento con applicazioni in seta a punto raso. Un'altra vetrina ospita imparaticci, alcuni dei quali di rammendo raffinatissimo, e l'ultima è dedicata a campionari di ricamo d'alta moda di Pino Grasso, con un video che ne illustra l'attività.
 
Una mostra consigliatissima per le appassionate di storia del ricamo e dell'abbigliamento, io ho già programmato una seconda visita!
 

5 commenti:

  1. Che bello!! Grazie per il reportage!!

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  2. Dev'essere davvero una mostra interessante, mi piacerebbe poter fare una visita anche a me!
    Mi piace molto il campione che hai fatto, non conosco la tecnica che hai usata ma è molto d'effetto.

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  3. Per quanto riguarda il festone lavorato da lato a lato, è stato usato il secolo scorso per "The new lace embroidery - Punto tagliato": https://archive.org/details/cu31924003593260. Lì, dopo aver terminato il ricamo, la stoffa sottostante viene tagliata, in modo da avere un effetto a intaglio.
    Ma in forma compatta, era sicuramente usato almeno già nel XVII secolo, perchè lo trovo in un dettaglio di una giacca ricamata del primo quarto del XVII secolo, nel libro "The Victoria & Albert Museum's Textile Collection - Embroidery in Britain from 1200 to 1750". Lì viene usato per ricoprire foglie e petali, in un disegno a volute in stile elisabettiano. Eccolo qui, proprio lo stesso: http://medieval.webcon.net.au/loc_england_elizabethan.html

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  4. Stefania, grazie per le precisazioni. Conosco il libro sul Punto Tagliato, qualche anno fa l'ho letto e riletto, ma l'avevo quasi dimenticato (!!). Quel che più mi sorprende, nella lavorazione del paliotto, è che è stato fatto all'inizio del '400, anteriormente alle prime produzioni di merletto ad ago, quindi mi chiedevo se il merletto ad ago figurativo possa discendere direttamente da questo tipo di ricamo, e non dal reticello.

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  5. Silvia, come sempre hai fatto un articolo bellissimo ed interessante anche nel porgere i quesiti sulla nascita del merletto ad ago. Grazie ed un abbraccio

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