domenica 13 settembre 2015

Mostra al Museo del Merletto di Burano

Come avevo preannunciato, da ieri al Museo del Merletto di Burano è aperta la mostra "Un merletto per Venezia" che presenta le opere, ad ago e a fuselli, che hanno partecipato al concorso del 2014.
Si può trovare una breve presentazione sul sito del museo. Contrariamente a quello che è scritto, nella mail che abbiamo ricevuto per l'annuncio della mostra si dice che sarà aperta fino a metà gennaio. Per quella data è anche in programma l'edizione di un catalogo.
 
 
 
Non so se riuscirò ad andare a vedere l'esposizione, se qualcuno riesce ad andarci, potrebbe farmi sapere le sue impressioni?
 

lunedì 24 agosto 2015

Mostra a Palazzo Madama


Come avevo anticipato nel precedente post, sono andata a vedere la mostra "Lino, lana, seta e oro" a Palazzo Madama
Dico subito che l'ho trovata veramente molto bella, originale e ben allestita. La presentazione dei vari media ha posto l'accento sulla presenza di abiti di alta moda con ricami in paillettes e pietre, in particolare su quello di Versace, ma in realtà l'interesse della mostra, secondo me, è rappresentato soprattutto dalla varietà dei tessili presentati, e soprattutto dalla loro antichità. Non è facile trovare esposti dei pezzi dal 1400 al 1600 in perfetto stato.
L'allestimento è, come sempre per le mostre di tessili, nella sala atelier dell'ultimo piano, appositamente climatizzata e con luce schermata, in modo da non danneggiare i preziosi tessuti.
Difficile descrivere a parole i pezzi esposti.
Molto interessante un telo di grandi dimensioni, un paliotto d'altare del primo quarto del '400, proveniente dalla Svizzera tedesca. Raffigura la morte della Vergine, la didascalia di accompagnamento definisce il ricamo "ricamo in lino Svizzero" tipico dei monasteri benedettini femminili di quella zona. In origine il ricamo era colorato, ma i pigmenti si sono persi quasi completamente.
 
Mi ha colpito molto la tecnica di ricamo utilizzata. A me le parti in rilievo sembrano lavorate in punto festone doppio (il saccola del merletto veneziano) in combinazioni varie, eseguito attaccandosi nel tessuto solo ai margini.
Forse la mia interpretazione è troppo fantasiosa, ma ho provato a fare un campione di questi punti, e mi sembra abbastanza plausibile:
 
Non avevo mai visto questa lavorazione; per sapere se le mie congetture sono esatte bisognerebbe poter vedere il rovescio del lavoro. Mi domando se si possa trattare di un "antenato" del merletto ad ago.
 
Altro pezzo particolare: una pianeta in lino bianco (seconda metà del '600) completamente ricamata a intaglio con rilievi, rete e nodini, applicata su fondo di seta rosa, che sembra un'imitazione del Gros Point de Venise.
Nella presentazione della mostra, sul sito di Palazzo Madama (purtroppo negli ultimi giorni funziona un po' a singhiozzo), viene menzionato un libro di modelli della prima metà del '500, oggetto che mi emoziona sempre, ma spesso è frustrante poter vedere solo due pagine sottovetro. In questo caso invece, i curatori della mostra si sono premurati di esporre vicino al libro un tablet con la scansione di tutte le pagine in successione. Libro bellissimo, speriamo che a qualcuno venga in mente di pubblicarlo.
Molto intelligente l'idea di esporre due parti di un bordo, una al diritto l'altra al rovescio. Sembra un ricamo a punto scritto, invece, vedendo il retro, si capisce che è fatto a punto indietro:
 
Con la stessa attenzione sono esposti vestiti e accessori (bellissimo cappello a Trapunto, un abito maschile del '700 e molto altro) in vetrine con retro a specchio, che permette di osservare i pezzi in tutta la loro bellezza.
 
Una grande vetrina è dedicata ad esposizione di oggetti per il ricamo e cucito, porta aghi finemente scolpiti e intarsiati, una scatola interamente ricamata in filo d'argento con applicazioni in seta a punto raso. Un'altra vetrina ospita imparaticci, alcuni dei quali di rammendo raffinatissimo, e l'ultima è dedicata a campionari di ricamo d'alta moda di Pino Grasso, con un video che ne illustra l'attività.
 
Una mostra consigliatissima per le appassionate di storia del ricamo e dell'abbigliamento, io ho già programmato una seconda visita!
 

sabato 8 agosto 2015

Segnalazioni

Immagine dell'archivio della British Library.

Gervasius Fabricius. Album amicorum. Wuertzburg, 1603.


Visto che il caldo impedisce di tenere l'ago in mano, ho pensato di segnalare degli eventi che potrebbero essere interessanti.


A Palazzo Madama (Torino), dal 29 luglio si tiene una mostra dal titolo molto allettante: "Lino, lana, seta e oro. Otto secoli di ricami". Esposti esemplari della ricca colezione tessile del museo. Conto di andare a vederla al più presto e di fare una recensione dettagliata. Qui informazioni pratiche sulla visita e presentazione, con immagini di particolari ingranditi di alcuni dei pezzi esposti.


Ho da poco ricevuto la segnalazione della seconda edizione della mostra-workshop-simposio dedicata al merletto "Doily free zone", che si terrà a Gandino dal 10 al 12 giugno 2016. L'organizzatrice è Angharad Rixon, merlettaia ed artista tessile australiana, che ha vissuto a lungo in Italia e ha gestito una bellissima scuola a Pavia. L'esposizione e la docenza è riservata a merlettaie di età inferiore a 40 anni (sigh!), ma tutti possono visitarla e partecipare ai corsi. In questa pagina si trovano informazioni più dettagliate e documenti riguardanti la precedente edizione, del 2013, che sembrava molto interessante.

 

domenica 21 giugno 2015

"Lace"

Sono abbonata da anni a "Lace", la rivista della British Lace Guild, associazione con sede in Inghilterra ma in realtà frequentata da merlettaie anglofone di tutto il mondo. Nel corso degli anni, al contrario di altre riviste, è notevolmente migliorata, arricchendosi di contenuti e pubblicando finalmente fotografie a colori, dettaglio non irrilevante quando si tratta di merletti moderni, spesso policromi.
La redazione chiede spesso il contributo dei lettori, per modelli di merletto (per lo più a fuselli, come sempre) o per articoli vari.
In ogni numero viene comunicato il tema dei modelli dei numeri successivi, chi ha qualcosa da pubblicare lo può inviare, credo che pubblichino praticamente tutto quello che ricevono.
Il tema del numero di Aprile mi è piaciuto particolarmente, era "Light and shades", a me ha ricordato il titolo onglese di "50 sfumature di grigio".
Io ho semplificato, ho chiamato il mio merletto "5(0) shades of Grey", in effetti ho usato cinque filati diversi, in diverse sfumature di grigio.
Questa è la pagina della rivista con il lavoro pubblicato.
La mia intenzione iniziale era di applicare il merletto su una maglia, in posizione orizzontale, ma per il momento ho desistito, l'ho inserito in verticale in una cornice di plexiglass comprata da Muji.
Trovo che questo tipo di cornice sia ideale per mettere in risalto i merletti (si vedono molto bene anche le imperfezioni!), e funziona egregiamente anche per quelli ad ago che hanno i margini un po' in rilievo perché la distanza tra i due strati di plexiglass è regolata dalle viti.
Visto che ho usato fili di tipologia e sfumatura differente, ho deciso di lavorare con solo due punti: le parti omogenee sono a Sacola chiara (con punti distanziati) quelle a righe alternano due righe di Sacola normale e due di sacola chiara. Le barrette sono a cordoncino e i pippiolini sono fatti come quelli dell'aemilia ars. Dimensioni: 12 cm x 6 cm
 

domenica 24 maggio 2015

Evoluzione dei consumi hobbistici


Alcuni giorni fa è comparso su "Repubblica" un articolo che presentava il nuovo rapporto CENSIS sui consumi degli Italiani dal 1985 al 2015, suddiviso in periodi di 5 anni.

Ho pensato che, come per i consumi generali, si può cercare, attingendo dalla memoria e dall’esperienza personale, di tracciare una storia parallela anche dei consumi riguardanti gli hobby del tessile e affini.

Gli anni '85-'90 sono definiti dal rapporto Censis "gli anni del pieno consumo", forse si compravano molti oggetti vari, e si tendeva di meno a lavorare per crearseli e produrli, perché io li ricordo come anni in cui era difficile reperire qualunque cosa riguardasse il ricamo. Nelle mercerie c'erano dei residui di quadri a mezzo punto da ricamare con il cotone lanato e poco altro. Si trovavano facilmente i tradizionali negozi di filati per lavoro a maglia e uncinetto, dove si vendeva lana e cotone, anche sottile per merletti all'uncinetto.

All'epoca io lavoravo poco, facevo pizzi all'uncinetto e forse qualche maglia.

Tra l'85 e il '90 si è cominciato a fare punto croce, sono comparsi i primi schemi, era più facile reperire tela Aida, qualche ricamabile, come asciugamani e bavaglini con tela per punto croce, filati di base come Moulinè.

 
Gli anni tra il '90 e il '95 sono definiti come anni di consumi più cauti, forse per questo si cominciato a trovare il tempo per riscoprire il piacere di produrre degli oggetti con le proprie mani.
Nel '90 ho ricamato i miei primi kit danesi a punto croce su lino, con schemi di Gerda Bengtsson e da allora si è notata una lenta, progressiva riscoperta dei lavori manuali. Sono nati negozi e riviste specializzati in ricamo, soprattutto a punto croce, ma era sempre difficile trovare materiale per il ricamo classico.
 
 
Il quinquennio ’95-2000 è definito nel rapporto Censis di "ottimismo temperato", con aumento delle spese per viaggi e cultura.
 
Per quel che riguarda le nostre esigenze, forse in parallelo con l’aumento dei consumi per viaggi e cultura, si è assistito ad una veloce espansione dell’offerta di filati, tessuti, libri e riviste. In quegli anni abbiamo cominciato ad usare Internet e ci si è aperto il vasto mondo del tessile. All’estero esistevano già dei forum tematici, che proponevano tecniche, materiali e disegni nuovi. Era molto in voga il punto croce, ma la grande novità è stata la nascita e l’espansione delle scuole di ricamo classico. Conosciute attraverso riviste e internet, permettevano a tutti di scoprire ed imparare molte tecniche, non restando confinati in ambito locale.
 
 
Anni 2000-2007: definiti dal Censis "vivere altrimenti": crescita economica bassa, consumi fermi.
 
Nell’ambito dei lavori manuali i primi anni del nuovo secolo sono stati caratterizzati ancora dalla forte espansione dei consumi, con richieste di materiali sempre più sofisticati e particolari. Il punto croce si lavorava con rovescio perfetto, preferibilmente su lino sottile, con filati di seta altrettanto fini. A fianco dei prodotti di moderne designer si riscoprivano e valorizzavano disegni antichi, con pubblicazione di molte raccolte, per esempio delle lettere Sajou. Procedendo nel tempo l’interesse per il ricamo a punto croce è andato riducendosi, a favore di tecniche più varie, che lasciavano più spazio alla fantasia e abilità della singola ricamatrice.
 
 
Non possiamo dimenticare la nascita anche in Italia delle mailing list dei gruppi yahoo e successivamente dei forum tematici, che hanno permesso di socializzare, fare nuove amicizie che in qualche caso hanno resistito al passare degli anni; indimenticabili discussioni su tecniche e materiali e ricerca di condivisione.
In questi anni sono nate manifestazioni come Italiainvita, nel 2003, e altre fiere di settore, l’offerta di prodotti sia in negozio reale che virtuale è diventata infinita, le competenze in ambito tecnico hanno raggiunto livelli molto alti e, grazie a ricercatrici illuminate, è stato possibile riscoprire la ricca e affascinante storia delle tecniche di ricamo e merletto.
 
 
Anni 2007-2015: il CENSIS li definisce gli anni del taglio dei consumi.
 
Nel nostro ambito si è assistito ad una metamorfosi simile a quella di dieci anni prima. Sicuramente i consumi si sono ridotti per problemi economici, ma si è anche spostata progressivamente l’attenzione dal ricamo alla maglia e uncinetto.
 
 
Negli ultimi tempi mi sembra di notare un crescente interesse per il cucito, utilizzato per creare oggetti per la casa o semplici capi d'abbigliamento.
 
 
Forse è semplicistico affermare che, con la crisi economica, si sono privilegiate le attività che permettono produrre più oggetti utili che oggetti puramente decorativi, ma mi pare che ci sia un fondo di verità. Molte mercerie sono state chiuse, altre convertite in negozi di filati. Anche nelle fiere lo spazio dedicato al ricamo è passato in buona parte alla maglia, con atelier e corsi connessi, offerta di prodotti sempre più ampia e di alta qualità.
La socializzazione ha preso nuove forme, i blog, ora un po’ in declino, hanno conosciuto una fase di grande espansione proprio tra il 2005 e il 2009, permettendo a molte di esprimersi e mostrare le proprie competenze. La socializzazione "allargata" delle mailing list e forum è stata progressivamente sostituita da Facebook, che parte dal singolo per raggiungere gli amici, più o meno stretti.
 
Questa carrellata, molto soggettiva, non ci permette di trarre la conclusione che i consumi nel campo hobbistico si siano evoluti in parallelo con quelli generali, sembra però di capire che non sono legati tanto all’entità del consumo quanto alla qualità, conoscendo la massima espansione quando si sono privilegiati i consumi culturali.
 
Lascio volentieri la parola ai commenti, mi piacerebbe conoscere altre opinioni

 
 

domenica 3 maggio 2015

I retini nel merletto veneziano ad ago

È uscito il secondo libro di Ombretta Panese e Marialuisa Severi:
Dopo aver visto il loro primo volume attendevo con ansia il seguito. Nel primo erano illustrate le tecniche di base, con i punti fondamentali del merletto veneziano.
Tutto illustrato con abbondanza di foto, consigli e trucchi del mestiere, davvero fondamentale per chi vuole imparare questo tipo di merletto, e anche l'unico testo esistente in italiano.
 
Questo nuovo volume procede con le spiegazioni, illustrando tecniche più avanzate, che a me erano praticamente ignote.
L'ho letto con attenzione, e devo dire che le spiegazioni sono chiarissime e le foto e i disegni molto numerosi aiutano la comprensione, viene voglia di fare qualche esperimento.
 
La prima parte è dedicata alla spiegazione dettagliata dei retini dell'impataticcio fotografato in copertina, successivamente sono presentati i disegni di due mandala, con istruzioni per eseguire le parti curve, poi suggerimenti per lavorare le foglie, la lavorazione circolare, l'esecuzione dei "Bissoni" (figure a forma di "punto interrogativo"), di riccioli, e delle meravigliose reti con pois, eseguite con filo sottilissimo, che abbelliscono spesso questi merletti. A me è successo di lavorare queste forme, ho sempre cercato di arrangiarmi, senza sapere che si potevano eseguire con tecniche ben precise.
L'ultima parte presenta una ricca serie di disegni (ben dodici pagine!):
Insomma, un libro consigliatissimo, non solo a chi vuole provare questo tipo di merletto, ma anche a chi è semplicemente incuriosito da questa tecnica così complessa e versatile.
 

venerdì 17 aprile 2015

Arte vera e gentile

La scorsa settimana, grazie all'efficientissima organizzazione di Jeanine, sono stata al Museo del Tessuto di Prato a visitare la mostra Arte vera e gentile.
Il Museo del Tessuto, che io non conoscevo, è ospitato nell'antica fabbrica di tessuti Campolmi, una collocazione insolita e particolarmente suggestiva. Si raggiunge con una breve passeggiata dalla stazione e permette di vedere, oltre alle mostre temporanee, alcune delle macchine utilizzate in passato per la produzione di tessuti. Memorabile un monumentale telaio.
 
La mostra, visitabile fino al 31 agosto, presenta alcuni dei numerosissimi pezzi della collezione della contessa Antonia Ponti Suardi (1860-1938) che il museo ha acquisito e ha sottoposto ad un complicato processo conservativo.
La contessa Suardi, nei primi decenni del '900, fu una delle sostenitrici delle Industrie Femminili Italiane, fondatrice e delegata del Comitato di Bergamo, da lei denominato Ars Orobiae.
Come altre nobildonne in quegli anni, fondò una Scuola che aveva l'obiettivo di preservare le raffinate tecniche di ricamo e merletto e, nello stesso tempo, favorire l'emancipazione di molte donne, fornendo loro la possibilità di provvedere al proprio sostentamento con un lavoro a domicilio, sotto la sua direzione personale.
La vasta collezione di manufatti anche antichi della contessa era messa a disposizione della Scuola, per permettere di imparare le tecniche su pezzi reali. Si trovano pertanto anche dei pezzi tagliati, per consentirne la fruizione a diverse persone.
 
La mostra presenta anche dei modellari, dei campionari della scuola e libri di conti, ricevute e ordinazioni.
 
Come sempre nelle collezioni di tessili, l'illuminazione era scarsa, per cui era particolarmente difficile ottenere delle foto dignitose, pubblico quelle più presentabili:
 
Un imparaticcio di retini:
Un cuscino a intaglio geometrico (scusate la qualità della foto, ma mi sembrava che valesse la pena di pubblicarlo perché molto particolare)
 
Pezzi di reticello e bordo in merletto ad ago veneziano del 1680 circa, in lino
 
Punto tagliato su lino con inserti ad ago, del XVII sec., proveniente dalla Grecia:
 
Punto tagliato figurativo:
Magnifico trapunto in seta:
 
E molto altro ancora.
 
Poi Firenze, che riserva sempre delle sorprese, come la Scuola del Cuoio, accanto alla chiesa di S Croce:
e sistemazione alberghiera ottimale, con tanto di giardino:
 
Una vacanza perfetta!